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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
borgo a mozzano

Al Teatro di Verzura il dibattito sulla fusione: vantaggi e svantaggi di un comune unico Borgo-Bagni-Coreglia

Dopo il primo incontro tenutosi a Bagni di Lucca, il “progetto” fusione tra i comuni di Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano e Coreglia Antelminelli, prosegue con la seconda tappa, stavolta sul territorio di Borgo a Mozzano. Francesco Poggi e Patrizio Andreuccetti hanno incontrato i cittadini presso i giardini del Teatro di Verzura, per illustrare gli aspetti e i vantaggi di una possibile fusione.

Francesco Poggi ha avuto il compito di entrare nel dettaglio delle questioni più concrete, a partire dai vantaggi. “La fusione porterebbe alla nascita del comune territorialmente più esteso della provincia, nonché il settimo come abitanti. La storia locale ci dice che gli aspetti amministrativi e relativi ai confini sono continuamente variati, adattandosi ai cambiamenti di ogni epoca. A livello nazionale le normative oggi sono differenti, vige il principio costituzionale della sussidiarietà, ogni territorio va seguito dall’ente più vicino. Il ruolo delle province è completamente cambiato”.

“In questo contesto i piccoli comuni conteranno sempre di meno e l’aspetto demografico sarà determinante. La curva demografica dal 1960 in poi è costantemente in calo, i servizi sul territorio sono sempre meno. C’è necessità di un ente forte in grado di intercettare bandi e contributi, di una pianificazione territoriale con un sviluppo omogeneo, di una sanità migliore, di una classe politica più preparata, di un personale più specializzato. La dimensione diventa fondamentale per avere attenzione”.

“Costi e benefici? I costi riguardano ovviamente l’unificazione dei servizi, l’organizzazione dei servizi decentrati. Maggiori risorse derivano ovviamente dai risparmi e da una maggiore efficienza. Poi ci sono i trasferimenti dalla Regione: 250 mila euro l’anno per 5 anni per ciascun comune, che salgono a 400 mila se il comune supera i 10 mila abitanti. Dallo Stato per 16 anni arriverebbe il 60% dei trasferimenti erariali del 2010, ovvero nel nostro caso 2 milioni l’anno per 16 anni. Il totale arriverebbe quindi a 40 milioni di euro. Il risparmio inoltre porterebbe 1 milione e 300 mila euro l’anno in più, oltre a 700 mila euro derivanti dall’accorpamento degli uffici”.

Patrizio Andreuccetti ha esordito criticando lo scetticismo che ha percepito in giro. “Non mi piace il pregiudizio a prescindere. Le epoche cambiano e ci possiamo adattare. I comuni di Borgo, Bagni e Coreglia sono simili per storia e le diverse identità lo possono rendere più forte. La fusione può divenire un moltiplicatore di risorse. Non ci sono scopi politici dietro a questo progetto, stiamo cercando di formare un gruppo per poter valutare questa ipotesi.

Dopo gli interventi è stato aperto il microfono agli interventi del pubblico. Un’abitante di una frazione di Bagni di Lucca si è dichiarata fermamente contraria: “Bisogna fare una battaglia per sostenere i piccoli comuni, non per fare tagli”. “Si parla di soldi ma non vedo lo scopo della fusione, le piccole frazioni saranno penalizzate” ha aggiunto un’altra abitante di Bagni di Lucca. Francesco Poggi ha colto l’occasione per ribaltare il concetto di “campanile” che con la fusione uscirebbe rafforzato. Un altro cittadino termale si è detto invece favorevole perché si è detto contrario al campanilismo.

Come nel primo incontro svoltosi a Bagni di Lucca, anche a Borgo a Mozzano è intervenuto Marco Bonini di Fosciandora, in rappresentanza del “Comitato per l’attuazione della Costituzione Valle del Serchio”: “Sono contrario ad ogni tipo di fusione e mi batto per questo. In giro sono più le fusioni bocciate rispetto a quelli approvate. Contesto il principio che un comune più grande sia amministrato meglio di uno più piccolo e funzioni meglio. I tutti i settori delle vita economica e sociale gli accorpamenti hanno portato a peggioramenti, inoltre le fusioni accrescono la distanza tra enti e cittadini”.

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