A Londra non serve entrare in un museo per leggere la storia della monarchia. Basta guardare una cassetta della posta. Ora vi spiegherò perché.
Per mesi ci sono passata davanti senza farci caso. Erano semplicemente cassette della posta: rosse, iconiche e fotografate da milioni di turisti. Poi, un giorno, ho notato che non erano tutte uguali. Su alcune comparivano delle lettere diverse: EIIR, GR, VR. Pensavo fosse un dettaglio estetico. In realtà, quelle iniziali raccontano la storia dei sovrani britannici. Si chiamano Royal Cypher, il monogramma reale, e indicano il re o la regina che sedevano sul trono quando quella cassetta venne installata. Così VR significa Victoria Regina, cioè la regina Vittoria. EIIR sta per Elizabeth II Regina, mentre da poco hanno iniziato a comparire anche le prime cassette con il monogramma di Carlo III, CIIIR.
La cosa più curiosa è che, quando cambia il sovrano, le cassette non vengono sostituite. Restano al loro posto. Passeggiando per Londra può quindi capitare di imbattersi in una cassetta dell’epoca vittoriana e, pochi metri più avanti, in una dedicata a Elisabetta II. È come se la città raccontasse la propria storia attraverso un oggetto che quasi nessuno osserva davvero.
Tra tutte, però, ce n’è una che gli appassionati sognano di trovare. È quella che riporta la sigla EVIIIR. Il motivo non è legato all’età della cassetta, ma a una delle più celebri storie d’amore della monarchia britannica. Edoardo VIII regnò meno di un anno perché decise di rinunciare alla Corona pur di sposare Wallis Simpson, un’americana divorziata. Una scelta che all’epoca provocò uno scandalo enorme e cambiò il corso della famiglia reale. Proprio perché il suo regno fu così breve, le cassette con le sue iniziali sono pochissime e oggi rappresentano una vera rarità.
Se vi capita di trovarne una senza nessun monogramma, invece, non pensate a un errore. Durante la Seconda Guerra Mondiale, sotto il regno di Giorgio VI, per risparmiare ferro e materiali per via dei razionamenti, alcune cassette vennero fabbricate completamente “nude”, lasciando solo la fessura per le lettere. Trovarne una significa toccare con mano un pezzo di storia della guerra.
Ma c’è un’altra vicenda legata a questi simboli che mi ha fatto sorridere. Quando Elisabetta II salì al trono, sulle cassette comparve il monogramma EIIR. In Scozia, però, molti protestarono: Elisabetta I aveva regnato sull’Inghilterra, non sulla Scozia, quindi per loro quella sigla non aveva senso. La polemica fu così accesa che si scatenò la cosiddetta “Pillar Box War” degli anni ’50, con diversi esemplari vandalizzati e persino fatti saltare in aria. Per evitare nuove contestazioni, da allora in molte cassette scozzesi viene utilizzata semplicemente la Corona di Scozia, senza alcun monogramma reale.
E pensare che all’inizio le cassette postali non erano nemmeno rosse. Erano verdi. L’idea, però, si rivelò poco brillante: tra alberi e siepi si notavano a malapena. Così furono ridipinte del rosso acceso che ancora oggi le rende uno dei simboli più riconoscibili del Regno Unito.
Da quando ho scoperto tutte queste curiosità, ogni volta che ne incontro una mi viene spontaneo abbassare lo sguardo per cercare quelle iniziali. È diventata una piccola caccia al tesoro che, inevitabilmente, mi riporta a una vecchia passione.
Ho sempre amato le cassette della posta: mi ricordano quando spedire una cartolina faceva parte del viaggio. La sceglievi con cura, scrivevi due righe e la imbucavi sapendo che sarebbe arrivata quando eri già tornata a casa. O le lettere che mi scambiavo con una ragazza finlandese ai tempi della scuola, quando avevamo iniziato una corrispondenza. Le conservo ancora, insieme ad altre ricevute da amici, e ogni tanto mi capita di rileggerle.
Un messaggio sul telefono si legge in pochi secondi. Una lettera, invece, resta.
Alla prossima,
Lovely to see you!
T&R