C’è un patrimonio di bellezza che, spesso, si dà per scontato; e poi c’è la forza lucida e appassionata delle nuove generazioni, decise a non subire il domani ma a scriverlo in prima persona.
Al Centro Turistico “Il Casone” di Casone di Profecchia, ieri pomeriggio, è andata in scena una vera e propria rivoluzione culturale con i giovani del territorio assoluti protagonisti. La Summer School del progetto G.A.T.E. – La Garfagnana verso la transizione ecologica, promossa dall’Unione Comuni Garfagnana, ha dato vita a un virtuoso knowledge triangle capace di mettere al centro la voce dei ragazzi e di unirla al mondo delle istituzioni, dell’università e del tessuto imprenditoriale.
I partecipanti al progetto, tutti residenti in Garfagnana, unitamente agli studenti della Fondazione Campus, si sono suddivisi in gruppi e, guidati dal professor Federico Niccolini dell’Università di Pisa, hanno trasformato la propria energia in proposte concrete per arricchire e rilanciare la terra che amano.
Insieme hanno ideato e progettato soluzioni tangibili per la promozione del territorio: a partire da Explore Garfagnana, un’applicazione digitale pensata sulle stagionalità per far conoscere le attività locali adattando l’offerta ai diversi periodi dell’anno; accanto a questa idea si colloca Selva Viva, un possibile piano di riqualificazione delle selve di castagno che propone una collaborazione tra enti locali, proprietari e associazioni per recuperare i castagneti a uso comunitario e turistico, creando un prezioso servizio ecosistemico.
Completano la proposta la piattaforma Garfagnana Terra Unica, un ipotetico portale divulgativo che – prendendo spunto nel nome dalla fortunata manifestazione – potrebbe raccogliere eventi della zona per generare pacchetti ed esperienze personalizzate spazianti dal trekking alla gastronomia; e infine Comunichiamo la Garfagnana, un eventuale punto unico di informazione, da collocare nei pressi della stazione ferroviaria, concepito come hub strategico per promuovere ogni risorsa del territorio attraverso segnaletiche e pannelli moderni.
I tavoli di confronto hanno evidenziato una straordinaria maturità: ragazze e ragazzi hanno chiesto maggiore coesione sulla sentieristica e affrontato con lucidità i dati allarmanti sul cambiamento climatico, pienamente consapevoli che questi mutamenti guideranno ogni futuro progetto. Un’energia e una voglia di partecipazione che trovano voce anche nelle consulte giovanili di Castelnuovo, Gallicano e San Romano. Come ha sottolineato Sandra Lorena Lunardi, presidente della consulta gallicanese: “È fondamentale disporre di luoghi fissi di ritrovo per aggregarsi e sconfiggere l’isolamento“.
A raccogliere questo testimone sono stati i giovani amministratori locali — Massimiliano Lana, consigliere comunale di Castelnuovo, Alessandro Vanni, di Villa Collemandina, e Nicola Vecchi, di Careggine —, i quali hanno dato voce alle questione delle aree interne insieme all’invito a considerare la partenza da queste terre come un’opportunità per fare esperienza all’estero, ma con la possibilità concreta di tornare. Un valore aggiunto è stata la testimonianza di quattro giovani professionisti della Garfagnana (Gabriele Ferrari, Giulia Verdigi, Erica Piacenza e Federica Casanovi) che, insieme al presidente dell’Associazione Musica Arte Cultura Matteo Marcalli, hanno riportato la propria esperienza diretta.
Osservando questo fermento, il professor Niccolini ha ribadito quanto il coinvolgimento giovanile sia la vera chiave di volta per il territorio: “”I giovani, normalmente, ci stupiscono positivamente in termini di entusiasmo, attenzione, idee e valori – ha affermato il docente -. Sono la vera risorsa, perché saranno loro che dovranno difendere la biodiversità“.
Una consapevolezza che parte proprio da chi guarda alla valle con occhi nuovi, come ha raccontato Giulia, studentessa della magistrale in progettazione e gestione dei sistemi turistici e degli eventi della Fondazione Campus: “Noi italiani siamo abituati alla bellezza e non ci facciamo più caso – ha osservato –. Con questo progetto abbiamo tirato fuori le criticità lavorando a idee semplici: ci siamo sentiti parte di un inizio“. Un’esperienza vissuta come una vera crescita, fatta di incontri autentici: “I professori – ha spiegato – ci hanno invitato a conoscere il territorio andando dal barista, ovvero toccando con mano la realtà che studiamo“.
In apertura il saluto della presidente dell’Unione Comuni Garfagnana Raffaella Mariani, che ha voluto fortemente questo incontro al quale hanno partecipato Enrica Lemmi, professoressa ordinaria dell’Università di Pisa e direttrice dell’Accademia del Turismo Fondazione Campus, Ljuba Tagliasacchi del Gal MontagnAppennino, e Massimo Marsili, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, al quale sono state affidate le conclusioni.
Il percorso è appena iniziato e i risultati concreti richiederanno tempo, ma grazie a questa carica di energia e visione, le basi per una Garfagnana nuova, unita e guidata dai suoi giovani sono state finalmente gettate.























