Esistono antichissime tradizioni radicate nel tempo e nel cuore della comunità a tal punto da sembrare senza tempo, come la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce a Lucca. Quest’anno a partecipare ancor più sentitamente è Luca Bacci, direttore della Cappella Musicale “Santa Cecilia” della Cattedrale di Lucca, più conosciuto nella nostra valle come il creatore e direttore della Corale del Duomo di Castelnuovo di Garfagnana. Viene dalla sua penna, infatti, il Mottettone, importante composizione dedicata ai festeggiamenti della Santa Croce eseguita il 13 settembre.
La festa è dedicata al grande crocifisso ligneo, il Volto Santo, al centro di una diffusa venerazione giunta in tutta Europa fin dal Medioevo. A tal punto che, secondo la leggenda, si tratterebbe di un’immagine acheropita, ossia non creata dall’uomo. La celebrazione estremamente solenne e coinvolge tutta la città: ha inizio con i Primi Vespri del 13 settembre, quest’anno con la musica di Emilio Citti, prosegue poi con la tradizionale luminara e la successiva esecuzione del Mottettone; poi il 14 settembre si tengono i Secondo Vespri, la cui musica quest’anno appartiene a Emilio Maggini.
Quella del Mottettone è una tradizione antica cominciata nel Seicento e che ha avuto il suo massimo splendore nell’ Ottocento, quando si raggiungevano anche i duecento esecutori tra musicisti e cantori. Anche il trisnonno di Giacomo Puccini, suo omonimo, compose il Mottettone per la celebrazione del 1845. All’inizio del Novecento Papa Pio X lo abolì, ma niente poté contro una tradizione tanto radicata, tant’è che esso tornò nel 1984 ad animare la cerimonia.
Il nuovo Mottettone, per l’esattezza il sesto composto dal maestro Bacci, nasce da una fonte particolarmente suggestiva: la Preghiera di San Giovanni Paolo II dedicata al Volto Santo, recitata dallo stesso Pontefice davanti alla sacra immagine il 23 settembre 1989. A consegnare quel testo a Bacci è stato monsignor Marco Gragnani, rettore della Cattedrale di Lucca. Una scelta che il maestro ha accolto con particolare gratitudine, trovandosi davanti a parole che gli hanno offerto la materia spirituale dalla quale costruire la nuova composizione.
“La musica della Santa Croce 2026 sarà profonda e in italiano – ha raccontato il maestro – Il linguaggio è pensato per accompagnare la preghiera e rendere il più possibile omaggio al Volto Santo”.
La composizione è divisa in tre tempi: il primo, maestoso, si apre con un preludio musicale per poi sfociare in un imponente Alleluia; il secondo tempo è invece un adagio in cui si prega il Volto Santo; infine il terzo è un allegro maestoso, una fuga, come richiesto dalla tradizione del Mottettone.
L’organico per l’occasione unisce al coro due trombe, Luca Leoncini e Maicolo Pucci, l’organista Giulia Biagetti e la timpanista Federica Martinelli, guidati dal direttore e concertatore Luca Bacci.
Quella che risuonerà nella Cattedrale di San Martino non sarà solo un’altra brillante pagina musicale scritta per rendere onore ad una tradizione secolare, ma sarà anche, idealmente, la voce di un talento cresciuto in Garfagnana e chiamato a partecipare con la sua arte. Luca Bacci ha preso quest’anno il testimone di una storia lunga secoli che appartiene a Lucca ma che, grazie al suo talento, parla anche un po’ della Garfagnana.
