Non si fa attendere la contro-risposta di Vittorio Fantozzi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e Roberto Tamagnini, presidente del consiglio comunale di Castiglione Garfagnana, all’azienda sanitaria.
“Leggiamo con grande attenzione la veloce risposta dell’azienda USL Toscana Nord Ovest che riguarda la risonanza magnetica a Castelnuovo Garfagnana – esordiscono -. Un tema che abbiamo sollevato nei giorni scorsi e che, evidentemente, ha suscitato molto interesse. In realtà, si tratta di una non risposta che lascia ancora molte domande sulla situazione del macchinario RM Esaote a basso campo” (0,25 Tesla), che come dichiara l’azienda è “concepito esclusivamente per lo studio delle articolazioni periferiche: ginocchio, caviglia, piede, gomito, polso e mano”.
“Ben diverso era il tono usato nel 2015 – accusano i due esponenti di FdI -, quando furono usate parole importanti :“un macchinario che può essere utilizzato per pazienti provenienti dal Pronto Soccorso, che grazie alle caratteristiche innovative del tubo e anche delle barelle utilizzate non devono essere mai spostati durante l’esame. Si tratta comunque di uno strumento versatile, che può essere utilizzato anche per la normale radiologia” queste sono le parole utilizzate sempre dalla stessa azienda sanitaria, quando fu inaugurato”.
“Le nostre domande, purtroppo, restano sempre attuali – incanzano i consiglieri -: quante volte è stato utilizzato il macchinario in questi anni? E perché si è speso denaro pubblico su un macchinario senza prima assicurarsi che quest’ultimo venisse utilizzato a pieno regime e con medici specializzati? E soprattutto, ad oggi, questo macchinario quanto costa alle “tasche dei cittadini”?”
“Siamo certi che queste domande non vedranno mai una vera risposta – affermano -. Per restituire al dibattito pubblico “alcuni dati oggettivi” bisognerebbe parlare francamente della situazione reale della sanità in Valle del Serchio, e dare risposte serie e concrete, il sistema diagnostico in Valle del Serchio rappresenta una criticità concreta per i cittadini della Valle, e qualche sparuta iniziativa non può e non deve essere la soluzione per gli abitanti che con grande difficoltà vorrebbero accedere a una sanità pubblica e efficiente”.
“In ogni caso noi non ci fermeremo – concludono Fantozzi e Tamagnini -, andremo avanti non le nostre richieste alla Regione Toscana, attraverso atti ufficiali, perché ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, nell’interesse esclusivo dei cittadini della Valle del Serchio e della Garfagnana. Perché è la politica che deve dare risposte a queste domande e soprattutto trovare soluzioni“.