Nuova vita per le fontane e i lavatoi del territorio, con un progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio: il comune di Borgo a Mozzano, infatti, insieme alle comunità e alle associazioni di Cune, Dezza, Diecimo, Oneta e Valdottavo, sta partecipando al bando del GAL MontagnAppennino pensato per il recupero degli antichi lavatoi e delle fontane. Un percorso nato dal basso, attraverso le richieste e le sollecitazioni delle realtà locali, che oggi si concretizza nella partecipazione al bando promosso dal GAL MontagnAppennino, Misura AS01, dedicato al miglioramento delle infrastrutture nelle aree dove persistono carenze strutturali, comprese quelle relative alle reti idriche.
L’obiettivo è quello di creare una rete di collaborazione per conservare e valorizzare quelli che sono stati luoghi essenziali della vita delle comunità borghigiane: spazi comuni che raccontano storie da non disperdere.
“Dopo vari incontri e richieste abbiamo deciso di aderire al bando promosso dal Gal MontagnAppennino, Misura AS01, per il tematismo legato alle reti primarie e ai sottoservizi, comprese le reti idriche, per il miglioramento generale delle infrastrutture laddove persistono carenze strutturali – spiega il sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti -. In questi mesi abbiamo fatto incontri e sopralluoghi per vedere e capire come procedere, e abbiamo colto l’occasione di questa progettazione per intervenire in luoghi importanti di condivisione della comunità. Un lavoro di piena collaborazione tra ente e cittadini, nello spirito di uno sviluppo rurale e sostenibile dei nostri territori”.
Gli incontri con le comunità sono iniziati a gennaio 2026 a Diecimo e Cune, proseguendo a marzo a Oneta e Valdottavo e a maggio a Dezza. Il percorso si è poi riunito in un momento comune nella sala del consiglio comunale lunedì 10 agosto, alla presenza dell’amministrazione e dei rappresentanti delle comunità coinvolte.
Il progetto è stato seguito dall’assessora Simona Girelli, che ha coordinato l’iniziativa e raccolto le istanze provenienti dalle associazioni e dai comitati di paese. Ha inoltre partecipato ai lavori l’assessora Silvia Valentini, per gli aspetti legati all’urbanistica e alla collocazione dei siti interessati.
IL DETTAGLIO. A Cune si prevede il recupero del lavatoio pubblico e il suo ricollegamento alla fontanella esistente, anch’essa da ripristinare. L’area, vicina alla Biblioteca e al Circolo, rappresenta uno dei punti della vita sociale del paese e si trova inoltre lungo percorsi escursionistici che conducono ad altre fonti bisognose di manutenzione.
A Zandori, nella frazione di Diecimo, il progetto riguarda le storiche “Due Fontane”, caratterizzate da vasche in marmo e panchine laterali. L’intervento prevede la ristrutturazione della struttura, il ripristino del flusso originario dell’acqua nella cisterna e il recupero della potabilità, oltre alla riqualificazione dell’area esterna.
A Oneta, il lavatoio storico all’ingresso del paese, alimentato dalla sorgente “Fontana Fresca”, è oggi l’unico spazio pubblico di ritrovo della frazione. Il progetto prevede il recupero delle vasche, dell’intonaco e della pavimentazione, valorizzando anche il rapporto del lavatoio con il sistema dei mulini storici e con l’antico percorso dell’acqua che attraversa il paese.
A Valdottavo si punta al recupero della storica fontana, oggi chiusa e non funzionante, che in passato garantiva l’approvvigionamento di acqua potabile prima della realizzazione dell’acquedotto. Il suo recupero si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio locale portato avanti dal Comitato Paesano di Valdottavo.
Infine, a Dezza Alta, l’intervento riguarda la fontana collocata lungo l’antico crocevia della mulattiera che collegava le diverse parti del paese e alimentata da una sorgente donata alla popolazione nel 1895 dalla famiglia Stringari. Accanto alla fontana si trova il lavatoio pubblico, che il progetto intende recuperare e valorizzare insieme all’area circostante, restituendole la funzione di spazio di incontro che un tempo la caratterizzava.




