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Redazione
ANNO XIVmercoledì 23 Settembre 2026
borgo a mozzano

Oltre due ore di ricordi e racconti con Giovanni Alberigi: partecipato incontro all’oratorio ANSPI

Doveva essere la presentazione di due libri, ma si è trasformata in oltre due ore di racconti, ricordi e interventi del pubblico. Una partecipazione numerosa ha caratterizzato l’incontro con Giovanni Alberigi, organizzato ieri al circolo oratorio ANSPI di Borgo a Mozzano e fortemente voluto da don Francesco Maccari, parroco della comunità, che ha promosso questo momento di incontro e condivisione.

Al centro del pomeriggio i volumi “Un uomo, un paese, una valle” e “Come ci si divertiva a Corsagna…”, due pubblicazioni diverse tra loro ma unite da un filo comune: la memoria delle persone e di una comunità che negli ultimi decenni ha vissuto profonde trasformazioni. “Un uomo, un paese, una valle” è stato scritto a quattro mani da Giovanni Alberigi e Andrea Cosimini, direttore de La Gazzetta del Serchio, e ripercorre la vita, gli incontri e le esperienze di Alberigi.

Nel corso dell’incontro sono stati ricordati alcuni episodi contenuti nei due libri, soffermandosi sull’esperienza nel volontariato, sulla vita sociale di Corsagna, sul lavoro e sulle manifestazioni che per anni hanno riunito intere generazioni. Nel volume scritto con Cosimini trovano spazio anche l’associazionismo, l’impegno sociale e numerosi incontri con personaggi conosciuti nel corso degli anni; “Come ci si divertiva a Corsagna…” riporta invece alla stagione dei giochi, delle feste e delle iniziative che riuscivano a coinvolgere un intero paese.

La parte forse più coinvolgente è arrivata quando la presentazione ha lasciato spazio al pubblico. Sono riaffiorati racconti del vecchio Borgo, episodi quasi dimenticati, personaggi e soprattutto parole ed espressioni dialettali che hanno suscitato curiosità, sorrisi e nuovi ricordi tra i presenti; da un intervento ne è nato un altro e il pomeriggio ha assunto il carattere di una vera conversazione collettiva, nella quale ciascuno ha potuto aggiungere un piccolo tassello alla memoria del territorio.

Proprio questo è uno dei fili che attraversano le pubblicazioni presentate: non limitarsi a raccogliere fotografie, fatti e testimonianze, ma cercare di restituire l’atmosfera di anni nei quali il paese si ritrovava più frequentemente e molte iniziative diventavano occasioni per rafforzare i rapporti tra le persone.

Le oltre due ore trascorse insieme hanno dimostrato che quei ricordi hanno ancora molto da raccontare. Perché la storia di un paese non vive soltanto negli archivi e nei libri: continua nelle parole di chi l’ha vissuta e nella capacità di consegnarla a chi verrà dopo.

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