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Redazione
ANNO XIVdomenica 8 Novembre 2026
lucca

Ponte a Moriano, la grande processione del Katina: fede, colori e tradizioni che affascinano

Una domenica mattina diversa dal solito, quella dell’8 novembre, a Ponte a Moriano, dove un suggestivo corteo religioso, accompagnato da musiche, tamburi, danze e splendidi costumi tradizionali, ha richiamato l’attenzione di numerosi cittadini, trasformando per qualche momento le strade della località in un luogo di incontro tra culture e tradizioni differenti.

Mi trovavo a transitare da Ponte a Moriano quando ho notato una manifestazione particolarmente partecipata. Incuriosito da quello spettacolo insolito, ho deciso di fermarmi, osservare più da vicino e chiedere spiegazioni su quanto stava accadendo.

A guidare il corteo uno striscione con una scritta ben precisa: «Sri Buddha Vihara – Lucca. La Grande Processione del Katina. Offerta delle vesti ai monaci Buddhisti».

Si trattava dunque di una celebrazione della comunità buddhista legata allo Sri Lanka, un Paese asiatico nel quale questa religione rappresenta un elemento fondamentale della cultura e della vita quotidiana.

Ma che cos’è esattamente il Katina?

Conosciuto anche come Kathina, è una delle cerimonie più significative del buddhismo Theravada, la tradizione religiosa maggiormente diffusa nello Sri Lanka. Si svolge al termine del periodo di ritiro dei monaci durante la stagione delle piogge e rappresenta un momento di particolare generosità e riconoscenza.

Durante questa ricorrenza, i fedeli offrono nuove vesti ai monaci buddhisti, un gesto che esprime rispetto, gratitudine e sostegno alla comunità religiosa. La cerimonia è accompagnata, secondo le tradizioni locali, da processioni, musiche, danze e momenti di raccoglimento spirituale.

Ed è proprio questo che ho potuto osservare a Ponte a Moriano.

Bambine e ragazze indossavano eleganti abiti tradizionali, impreziositi da ornamenti dorati, mentre altri giovani accompagnavano il corteo con il ritmo dei tamburi. Non mancavano le caratteristiche bandiere buddhiste, le immagini del Buddha e le decorazioni floreali, che contribuivano a rendere particolarmente suggestiva l’atmosfera.

Ciò che mi ha maggiormente colpito, oltre alla partecipazione della comunità, è stata la presenza di tanti cittadini italiani che, proprio come me, si sono fermati lungo il percorso.

Nei loro sguardi si potevano cogliere sorpresa, stupore e interesse. Molti osservavano incuriositi quella manifestazione così diversa dalle celebrazioni religiose alle quali siamo abituati, ma altrettanto ricca di spiritualità, tradizione e sentimento.

Non era soltanto un corteo religioso, ma anche un’occasione spontanea di incontro e conoscenza reciproca.

Particolarmente significativa la presenza dei bambini e dei giovani, coinvolti attivamente nella celebrazione. Un modo per conservare e tramandare alle nuove generazioni le tradizioni della propria terra d’origine, anche vivendo lontano dallo Sri Lanka.

Osservando quelle persone, mi ha colpito soprattutto la naturalezza con cui manifestavano pubblicamente la propria fede, attraverso gesti, simboli e rituali tramandati nel tempo.

In un territorio come quello lucchese, dove convivono persone provenienti da Paesi e culture differenti, manifestazioni come questa rappresentano un’opportunità per conoscersi meglio e comprendere quanto siano importanti, per ogni comunità, le proprie radici culturali e religiose.

Non occorre appartenere alla stessa religione per riconoscere il valore della fede altrui e rispettarne le espressioni.

Personalmente, mi ero fermato soltanto per curiosità, attratto dai colori e dalla partecipazione di tante persone. Sono ripartito, invece, con la soddisfazione di aver conosciuto una tradizione religiosa della quale, fino a quel momento, sapevo ben poco.

Una piccola esperienza che mi ha fatto riflettere su quanto sia importante osservare ciò che accade intorno a noi, senza fermarsi alle apparenze.

Perché, a volte, basta interrompere per qualche minuto il proprio viaggio, fare una domanda e ascoltare una spiegazione per scoprire un mondo diverso, proprio accanto a casa nostra.

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