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Redazione
ANNO XIVdomenica 8 Novembre 2026
kibaya: il dubbio critico

“Kibaya” ospita “Il Dubbio Critico”: Stefano Masci affianca Clèmentine su La Gazzetta del Serchio

Una rubrica nella rubrica. O, se volete, una finestra di approfondimento ospitata all’interno della rubrica settimanale “Kibaya” curata dalla scrittrice e attivista italo-burkinabè Talatou Clèmentine Pacmogda su La Gazzetta del Serchio.

Si chiama “Il Dubbio Critico”. E porta la firma di Stefano Masci. Pescarese, con un trascorso lavorativo in ambito bancario, oggi, raggiunta la pensione, ha deciso di dedicare il tempo a ciò che lo appassiona: capire come funziona la nostra società e raccontarlo in modo semplice, senza slogan.

Ad aprile ha aperto un canale di analisi civica e sociopolitica sui social. “Un mondo rischioso, da trattare con le pinze – afferma Stefano -, ma che mi ha fatto scoprire tante cose che i media trascurano. Soprattutto per quanto riguarda i diritti della persone”. Ed è proprio grazie a questi nuovi mezzi di comunicazione che ha incontrato e conosciuto persone straordinarie come la nostra Clèmentine ed Evelyne Sukali, le sue “compagne di viaggio” nella nuova avventura che si chiama “Diritti in Rete”, insieme ad altre che già hanno deciso di collaborare con loro.

“Diritti in Rete – spiega – è uno spazio di confronto libero sui diritti, che gestiamo in tre. Siamo su Telegram/Facebook/Instagram/WhatsApp con un canale e un gruppo di discussione aperti, “Gli amici di Diritti in Rete”, e abbiamo anche un sito e un blog”. Scorrendo il loro profilo, si apprende che i loro obiettivi sono essenzialmente due: costruire alleanze con altri attivisti e organizzazioni che si battono contro le discriminazioni, per dare più forza e più voce a chi lavora su questi temi; proporre riforme legislative alternative, per superare leggi che consideriamo discriminatorie o in contrasto con la costituzione.

Su La Gazzetta del Serchio, Stefano troverà uno spazio libero dove esprimersi e sviscerare gli argomenti che gli stanno a cuore trovando sempre un collegamento con la cronaca. “Mi sento un po’ come chi si trasferisce in una casa già arredata con gusto – conclude, riferendosi all’amica Clèmentine -: entro in punta di piedi, promettendo di non spostare troppi mobili. In questa rubrica spero di portare uno sguardo curioso e qualche domanda scomoda, sempre con rispetto. Intanto un saluto a Clèm, di cui spero di essere all’altezza”.

Benvenuto a bordo, Stefano.

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