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Redazione
ANNO XIVgiovedì 24 Settembre 2026
fosciandora

“La Bolla”: a Fosciandora l’arte racconta la guarigione

Quando il dolore muta in materia viva e l’anima ferita trova finalmente voce, l’esistenza stessa si trasforma in un miracolo di bellezza. Sabato la sala Vladimiro Zucchi, nel comune di Fosciandora, ha inaugurato “La Bolla”, la mostra personale di Tania Angelini; l’evento è stato patrocinato dal municipio e ha puntato a emozionare il pubblico, svelando un profondo messaggio di guarigione.

La rassegna è nata come un atto di gratitudine; un dono speciale è stato rivolto alle persone vicine all’artista. A curare il progetto sono state la psichiatra Caterina Franceschini e la dottoressa Silvia Caula; la guida delle esperte ha acceso i riflettori su una voce pittorica autentica. Durante la giornata, oltre alle curatrici, è intervenuto anche il sindaco Moreno Lunardi. L’autrice, pur essendo autodidatta, ha tradotto le proprie emozioni in un linguaggio visivo potente.

Il percorso espositivo si è sviluppato per temi, senza seguire una cronologia rigida: una selezione musicale ha dialogato strettamente con i dipinti. L’itinerario è partito dalla dimensione intima degli affetti per affrontare il tema del dolore e la sofferenza, si è trasformata in forme tangibili che hanno lasciato spazio alla forza interiore.

Tra i soggetti visivi è spiccato il tema delle mani: un’installazione tridimensionale ha mostrato un palmo che ha custodito un piccolo frammento di puzzle; dettaglio che ha rappresentato un residuo di sé da tutelare. La seconda parte della galleria ha allargato lo sguardo verso le fragilità sociali e il legame con la natura.

La pittura non è stata un semplice passatempo, bensì un modo autentico di vivere; il processo creativo ha dimostrato che l’individuo non coincide con i propri patimenti. L’immaginazione ha così permesso a chiunque di scoprire nuove potenzialità. La mostra è stata messa a disposizione fino a domenica, con ingresso libero su appuntamento, contattando la biblioteca o il comune di Fosciandora.

Restano così impresse negli occhi e nel cuore la forza e la grazia di un viaggio straordinario; un’esperienza capace di ricordare che la creatività è l’ultimo inviolabile rifugio della libertà umana.

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