“Alla vigilia dei sessant’anni dall’alluvione di Firenze la memoria di quella tragedia deve tradursi in una sempre maggiore capacità di prevenzione e di intervento sul territorio. Proprio per questo noi, come Regione, e il Comune di Firenze consideriamo la difesa del suolo materia centrale nella programmazione e realizzazione delle opere pubbliche”.
Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani intervenendo a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, al convegno “Rischio idraulico e protezione civile. L’evoluzione della pianificazione dal 1966 a oggi nella Città di Firenze”, promosso dal comune di Firenze in vista delle celebrazioni del sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966.
Ripercorrendo i dati storici e tecnici delle piene fiorentine, il presidente ha ricordato come il 4 novembre di sessant’anni fa la portata dell’Arno raggiunse i 4.300 metri cubi d’acqua al secondo, a fronte di una capacità di passaggio sotto le arcate del Ponte Vecchio di circa 2.500 metri cubi. Proprio per rispondere a questa criticità strutturale, la Regione sta portando a compimento un imponente piano di opere di laminazione lungo l’asta dell’Arno nel Valdarno.
Giani ha dettagliato lo stato di avanzamento dei singoli interventi: alla cassa di espansione di Restone, già inaugurata e accreditata di una capacità di 3,3 milioni di metri cubi, si affiancano gli interventi in corso in sponda sinistra, che porteranno ulteriori 5 milioni di metri cubi di capacità, e la grande cassa di Prulli, opera strategica da 7 milioni di metri cubi che comporta la realizzazione di un nuovo argine di 12 chilometri.
“Da qui a un anno, massimo un anno e mezzo – ha spiegato Giani – avremo una capacità complessiva di circa 15 milioni di metri cubi d’acqua sul Valdarno. Sono opere d’ingegneria fondamentali che aumentano la capacità di tenuta del sistema dell’Arno e si sommano a infrastrutture già operative, come la cassa di Roffia a San Miniato da 5 milioni di metri cubi e lo scolmatore di Pisa da 500 metri cubi al secondo, che si sono rivelati decisivi anche durante l’emergenza del marzo 2025, contribuendo a contenere il rischio sul bacino dell’Arno”.
A completamento delle opere strutturali, Giani ha rivendicato il valore del sistema di Protezione Civile “Il nostro modello di protezione civile si basa su una straordinaria capacità di integrazione tra istituzioni, vigili del fuoco, forze dell’ordine e il mondo del volontariato. Una rete coordinata che rappresenta un esempio di grande valore”.
A testimonianza della continuità operativa tra memoria e prevenzione, il presidente ha infine annunciato che nelle prossime settimane si svolgerà un’esercitazione pubblica per il montaggio delle nuove paratie di protezione lungo l’Arno nel centro storico, finanziate attraverso le risorse del Pnrr.