Giovanni Alberigi, garante della persona con disabilità dell’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio, torna a fare il punto sulla situazione evidenziando prospettive e criticità.
“La Valle del Serchio, territorio incastonato tra Appennino e Alpi Apuane, non è solo paesaggio e tradizione – esordisce -. Da alcuni anni, la comunità locale si sta distinguendo anche per un impegno crescente nell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Un percorso fatto di progetti, reti e sperimentazioni, ma non privo di ostacoli strutturali”.
Il contesto. “Secondo i dati raccolti dai Centri per l’Impiego della Garfagnana e della Media Valle – afferma Alberigi -, l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità è in progressiva crescita, grazie a iniziative coordinate tra enti pubblici, cooperative sociali, aziende, istituzioni sanitarie e scolastiche”.
“I progetti “Rinnesti” e “Team 2”, finanziati da fondi regionali e europei – sottolinea il garante -, hanno portato alla creazione di tirocini formativi, percorsi individualizzati e assunzioni dirette. Solo nell’ultimo biennio, oltre 70 persone con disabilità hanno intrapreso esperienze di lavoro o formazione in ambito agricolo, sociale, artigianale e turistico. Per il triennio 2025/2028, è in partenza il nuovo progetto “N.O.I.”, con ASL come capofila e con la partecipazione di cooperative sociali, agenzie formative, associazioni, che ha la finalità di migliorare l’occupabilità delle persone più vulnerabili, attraverso percorsi personalizzati di orientamento e formazione, laboratori pratico-formativi, tirocini presso aziende pubbliche e private e con contributi economici per l’autonomia (contributi affitto). Questi percorsi non sono solo numeri, parliamo di ragazzi e adulti che hanno ritrovato dignità e progettualità. Il lavoro diventa strumento di emancipazione reale”.
I punti di forza. “Il territorio può contare su una rete integrata che coinvolge associazioni come Luccasenzabarriere, cooperative come La Mano Amica, servizi ASL, Aziende, Misericordie e Comuni virtuosi – continua il garante -. I percorsi vengono costruiti con attenzione alle capacità e agli interessi del singolo, evitando modelli standardizzati. La formazione scolastica gioca un ruolo cruciale: grazie alla collaborazione tra scuole, servizi educativi e famiglie, gli studenti con disabilità ricevono orientamento precoce e accompagnamento personalizzato. Abbiamo imparato a guardare le potenzialità prima delle limitazioni. E le aziende del territorio iniziano a comprenderne il valore. Questo grazie alla professionalità degli operatori dei centri per l’impiego che sono riusciti a intraprendere un nuovo percorso d’incrocio tra domanda e offerta di lavoro”.
Le criticità. “Non mancano tuttavia le sfide – riporta Alberigi -. La prima riguarda la discontinuità dei progetti: molti sono legati a finanziamenti temporanei, e la loro interruzione rischia di lasciare vuoti difficili da colmare. Anche la burocrazia rappresenta un ostacolo, con procedure complesse che scoraggiano piccole imprese e lavoratori stessi. Un altro nodo è quello economico. Molti disabili temono che un lavoro, soprattutto se precario, possa far perdere parte dei benefici legati all’invalidità. Una questione delicata, ancora poco affrontata a livello normativo. Infine, resta forte il bisogno di superare lo stigma. “Capita ancora,” denuncia una madre della Media Valle, “che il lavoratore disabile sia percepito come un peso, anziché una risorsa. Serve una svolta culturale”.
Le prospettive. “La direzione intrapresa è quella giusta – conclude -, ma la sostenibilità a lungo termine dipenderà da un cambio di passo strutturale: stabilizzare le risorse, semplificare l’accesso per le imprese, valorizzare la formazione interna e garantire una reale equità retributiva. Abbiamo gettato semi importanti, ora serve irrigare quel terreno con continuità e fiducia. Perché il lavoro, per tutti, è un diritto. Ma per alcuni può diventare rinascita”.