back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVgiovedì 20 Agosto 2026
lucca

All’Istituto Tecnico Agrario Brancoli Busdraghi la scuola si fa in vigna: giovani protagonisti della vendemmia

Questa mattina ho avuto la fortuna di vivere una di quelle esperienze semplici che riescono a lasciare qualcosa dentro. Ho fatto visita ai ragazzi dell’Istituto Tecnico Agrario Brancoli Busdraghi di Mutigliano, impegnati nella vendemmia nel vigneto vicino alla scuola.

Siamo al 20 agosto, ma quest’anno la stagione è particolarmente avanti. Il caldo, la siccità e l’andamento climatico degli ultimi mesi hanno anticipato la maturazione dell’uva. Così, di prima mattina, ho trovato studenti, insegnanti e assistenti tecnici già al lavoro tra i filari.

La prima cosa che mi ha colpito è stato l’entusiasmo di questi giovani. Li ho visti muoversi tra le viti con naturalezza, raccogliere i grappoli, osservarli e confrontarsi tra loro. Ma soprattutto li ho ascoltati. Con una sicurezza che mi ha piacevolmente sorpreso, mi hanno spiegato come avviene la vendemmia, come si riconoscono le diverse varietà, quali sono i tempi giusti per la raccolta e quali attenzioni richiede una vite durante l’anno.

Tra le uve che stanno raccogliendo c’è il Sangiovese, insieme ad altre varietà coltivate nei numerosi filari del vigneto, tutti ben tenuti e curati. Mi hanno raccontato anche delle difficoltà di questa annata. La siccità si è fatta sentire, ma il raccolto sembra comunque essere buono. E quest’anno, mi dicevano sorridendo, anche gli uccelli hanno risparmiato maggiormente i grappoli, permettendo di portare a maturazione una buona parte dell’uva. Sono piccoli particolari, ma ascoltarli raccontati direttamente da loro fa capire quanto questa attività sia qualcosa di molto diverso da una semplice esercitazione scolastica.

Qui la scuola si impara anche con le mani. Dietro alla preparazione degli studenti c’è naturalmente il lavoro degli insegnanti e degli assistenti tecnici che li accompagnano nelle diverse attività. Una delle immagini più belle della mattinata è stata proprio questa: in una caldissima giornata di agosto, mentre tante scuole sono ancora immerse nella pausa estiva, qui giovani e adulti erano insieme tra i filari, impegnati a raccogliere, osservare e imparare. Nessun segno di insofferenza. Al contrario, ho incontrato ragazzi sorridenti, curiosi e orgogliosi di spiegare a un visitatore quello che stavano facendo. È forse questa una delle caratteristiche più importanti di un istituto agrario moderno: trasformare ciò che si studia sui libri in esperienza concreta, mettendo i giovani direttamente a contatto con la terra, le coltivazioni e il lavoro.

Ma quella che ho visto è anche una scuola in movimento. La sede di Mutigliano è ospitata in un edificio storico, che in passato fu destinato ad accogliere gli orfani della Prima Guerra Mondiale. Una struttura con una lunga storia alle spalle che oggi sta vivendo un’importante fase di rinnovamento. Negli spazi dove si trovano le aule e i laboratori è infatti in corso un significativo restyling, con numerosi interventi, anche di carattere edilizio, destinati a rendere gli ambienti più moderni, funzionali e adeguati alle nuove esigenze della didattica e delle tecnologie. Un luogo, dunque, nel quale passato e futuro sembrano incontrarsi: un edificio che conserva la propria storia e una scuola che guarda avanti.

L’Istituto Tecnico Agrario Brancoli Busdraghi rappresenta una realtà importante per il territorio e per il mondo agricolo della Lucchesia. Molti studenti, terminato il loro percorso, scelgono di proseguire gli studi universitari, soprattutto nell’ambito delle scienze agrarie, forestali, ambientali, agroalimentari e dell’enologia. Altri provengono da famiglie che conducono aziende agricole sulle nostre colline e vedono nella formazione acquisita un patrimonio di conoscenze da mettere al servizio delle attività di famiglia e, magari, dell’agricoltura di domani.

Tornando a casa, però, mi è rimasta soprattutto un’immagine: quei ragazzi tra i filari, sotto il sole di agosto, con le forbici in mano e l’orgoglio di raccontare ciò che stavano facendo. È una bella immagine di scuola. Ed è, soprattutto, una bella immagine del futuro.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Giovani e formazione