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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
castelnuovo di garfagnana

Antisemitismo oggi: a Castelnuovo si riflette su un fenomeno complesso tra storia, politica e società

Il tema dell’antisemitismo continua a stimolare il dibattito pubblico e culturale, chiamando in causa storia, memoria e responsabilità civili.

Non sorprende, quindi, l’attenzione suscitata dall’incontro andato in scena oggi pomeriggio, in sala Suffredini a Castelnuovo di Garfagnana, dove si è discusso di “Antisemitismo: una minaccia che incombe sulla convivenza civile – Riconoscere, denunciare e fermare l’odio antiebraico oggi”.

L’evento ha offerto ai relatori l’occasione per proporre riflessioni e interpretazioni su una questione tanto attuale quanto complessa. Un argomento complicato, introdotto dal presidente del consiglio comunale, Niccolò Roni, in questi termini: “L’incontro nasce dall’esigenza di parlare della lotta contro l’antisemitismo”. Roni ha poi proceduto ad elencare i dati raccolti dall’Osservatorio Antisemitismo della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea che ha registrato un aumento esponenziale delle aggressioni e delle discriminazioni di stampo antisemita (il 10 per cento in più rispetto al 2024, il doppio del 2023).

L’intervento successivo è stato quello di Stefano Parisi, presidente dell’associazione Setteottobre, che ha rilasciato forti dichiarazioni sul collegamento tra la percezione del popolo ebraico dopo la Shoah e dopo i fatti del 7 ottobre 2023, riflettendo sul significato della parola genocidio: “L’uso della parola genocidio, affibbiato ad un comportamento degli israeliani, ha tolto quel senso di colpa che si aveva nei confronti dell’Olocausto”, parole che evidenziano una posizione molto netta sulla questione e che, forse, rischiano di minimizzare la portata di eventi così impattanti. Parisi ha inoltre parlato di una nuova forma di antisemitismo che, a suo avviso, avrebbe preso forza proprio a partire da quella data.

L’ultimo intervento è stato quello di Marco Pierini, esponente di Sinistra per Israele – Due popoli due Stati, che ha riflettuto sulla profondità storica dell’antisemitismo che non va visto come un fenomeno bloccato agli anni ’30 del Novecento e che non riguarda solo lo sterminio, ma si manifesta anche oggi con dinamiche diverse. Pierini ha concluso il suo discorso sostenendo la necessità di continuare a parlare del tema a livello istituzionale.

Un incontro che ha messo in luce un tema complesso e centrale nel dibattito contemporaneo che continua a porre interrogativi. Perché, se la lotta all’antisemitismo come forma di discriminazione e razzismo rappresenta un principio condiviso, il dibattito pubblico su temi più estesi, come il conflitto Israelo-Palestinese, resta inevitabilmente attraversato da interpretazioni e posizioni diverse. Il dibattito pubblico non ha bisogno di semplificazioni e affermazioni estreme, ma serve lasciare spazio alla complessità che certe questioni portano inevitabilmente con sé.

Se l’obiettivo era aprire una riflessione pubblica, l’appuntamento in sala Suffredini ha certamente contribuito ad alimentarla, ed è per questo che il dibattito non si può ritenere chiuso.

Foto di Elisa Togneri

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