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Redazione
ANNO XIVdomenica 27 Settembre 2026
castelvecchio pascoli

‘AperiJazz’ conquista Casa Pascoli. La consulta dei giovani: “Volevamo creare un ponte tra generazioni”

Portare i giovani dentro un luogo della memoria senza snaturarlo, ma offrendo loro un modo nuovo per conoscerlo e viverlo. È stata questa la scommessa, pienamente riuscita, di AperiJazz, la serata organizzata ieri nel giardino di Casa Pascoli dalla Consulta dei giovani di Barga, in collaborazione con il comune di Barga, la Pasticceria fratelli Lucchesi e la Distilleria Indie.

L’iniziativa ha registrato una partecipazione molto significativa, richiamando numerosi giovani, visitatori, appassionati di musica e anche diversi turisti stranieri. Circa 140 le box aperitivo prenotate, alle quali si sono aggiunte ulteriori consumazioni richieste nel corso della serata, a conferma di una risposta andata oltre le aspettative degli organizzatori.

Ad accompagnare l’aperitivo sono state le note jazz eseguite dal vivo dal Nicola Valensi Ensemble, in sintonia con il periodo del BargaJazz Festival. Dopo il momento conviviale e il concerto, la musica è proseguita ancora per qualche tempo, permettendo ai presenti di trattenersi nel giardino e vivere pienamente l’atmosfera della serata.

Pochi minuti precedenti all’evento, La Gazzetta del Serchio ha raggiunto i ragazzi della Consulta durante i preparativi, incontrando la vicepresidente Giorgia Rocchi e Alessandra Salvi, componente dell’organismo giovanile, per approfondire la nascita del progetto e gli obiettivi dell’associazione. 

“L’evento nasce da un’idea di Alice Mariani, consigliera comunale di Barga – ha spiegato Giorgia Rocchi – che ha pensato di organizzare qualcosa di speciale a Casa Pascoli coinvolgendo BargaJazz e noi ragazzi della Consulta, con l’obiettivo di avvicinare un pubblico più giovane”.

Alla base dell’iniziativa, dunque, la volontà di creare un ponte tra generazioni e di rendere uno dei principali luoghi culturali del territorio maggiormente conosciuto e frequentato anche dai ragazzi.

“L’idea è quella di promuovere un luogo storico e culturale di Barga come Casa Pascoli, dandogli una veste più moderna ma mantenendo tutto il rispetto che merita – ha aggiunto Alessandra Salvi -. Da qui anche la scelta del jazz, una musica che si adatta perfettamente al contesto e al periodo in cui si svolge il BargaJazz Festival”.

Il risultato è stato un incontro equilibrato tra storia, cultura, convivialità e intrattenimento: il giardino della dimora pascoliana ha accolto il pubblico senza perdere la propria identità, mostrando ancora una volta come Casa Pascoli possa essere un luogo vivo, capace di parlare anche alle nuove generazioni.

La vicepresidente ha ricordato come il fulcro dell’attività della Consulta sia proprio il coinvolgimento dei giovani dal punto di vista sociale e culturale. Un impegno che proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti.

Il prossimo evento è in programma sabato 8 agosto con una camminata al tramonto sull’Omo Morto, seguita da una grigliata al bivacco. L’8 settembre, invece, al Teatro dei Differenti tornerà BargaVision, altra iniziativa immancabile.

Dopo il successo della prima edizione, l’auspicio della Consulta è che AperiJazz possa diventare un appuntamento fisso: “Speriamo di poterlo riproporre ogni anno. Se la risposta continuerà a essere quella ottenuta in questa prima serata, non possiamo che augurarcelo”.

La Consulta ha infine rinnovato l’invito ai giovani del territorio a entrare a farne parte. Le iscrizioni sono aperte e tutte le informazioni possono essere richieste attraverso le pagine Instagram e Facebook dell’organismo oppure consultando il sito del comune di Barga.

Il successo di AperiJazz dimostra che la valorizzazione del patrimonio non passa soltanto dalla sua conservazione, ma anche dalla capacità di renderlo presente, accessibile e vicino alle persone. Per una sera, nel giardino che custodisce la memoria di Giovanni Pascoli, il jazz e la convivialità hanno creato un linguaggio nuovo: rispettoso del passato, ma capace di guardare al futuro.

Foto di Giulia Rapaioli

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