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Redazione
ANNO XIVmartedì 6 Ottobre 2026
borgo a mozzano

Bruno Papera, 70 anni nel giorno di San Francesco

Non è da tutti nascere il 4 ottobre, nel giorno di San Francesco. E proprio quest’anno il mio carissimo amico Bruno Papera ha raggiunto un traguardo importante: settant’anni.

Lo abbiamo festeggiato domenica sera, dopo la grande processione che a Borgo a Mozzano ha accompagnato le celebrazioni francescane. Poi, quasi naturalmente, ci siamo ritrovati tra amici nell’antica canonica della Rocca, piccolo paese sopra Borgo a Mozzano. Un luogo dove si respira la storia e dove quella sera si respirava soprattutto il calore dell’amicizia.

Ma la festa è soltanto l’occasione per parlare di Bruno. Perché settant’anni meritano gli auguri; un’amicizia lunga una vita merita qualcosa di più.

Bruno è uno di quegli amici che non hanno bisogno di tante parole. Ci siamo conosciuti giovani e siamo cresciuti insieme, attraversando stagioni diverse della vita, condividendo gioie, preoccupazioni e tanti momenti che appartengono soltanto a noi.

Naturalmente mi guarderò bene dal raccontare le avventure che abbiamo vissuto insieme nel corso degli anni. Qualcuna, a distanza di tempo, potrebbe persino destare un po’ di scandalo, per Bruno e forse anche per me, che ho sempre cercato di presentarmi come un esempio di correttezza! Meglio dunque lasciare certi ricordi dove stanno: custoditi nella memoria di due vecchi amici. Ogni tanto basta uno sguardo per ricordarli e tornare a ridere come ragazzi.

So già che leggendo queste righe Bruno avrà qualcosa da ridire. Non ama sentir parlare di sé, non cerca riconoscimenti e preferisce stare lontano dai riflettori. È sempre stato così: semplice, discreto, capace di esserci senza mai voler apparire.

Viene da una famiglia storica di Corsagna, la famiglia Papera. Sua madre Marianna e suo padre Francesco, che tutti ricordano come “Giotto”, appartengono a quella memoria del paese fatta di persone, volti e soprannomi che ancora oggi ci riportano alle nostre radici.

La vita gli ha regalato accanto Simonetta Pucci, una moglie eccezionale, con la quale ha costruito una bella famiglia. Angelo ed Eleonora sono stati la loro gioia e oggi ci sono Gabriele, Tommaso, Ginevra e Benedetta, i nipoti che portano in casa quella confusione allegra che è uno dei doni più belli del tempo che passa.

Con Bruno ogni tanto parliamo anche dei nostri anni. Settanta lui, qualcuno in più io. Ci guardiamo indietro, sorridiamo di come eravamo e poi finiamo sempre per pensare alla stessa cosa: c’è ancora tanta vita davanti da prendere così come viene.

Domenica sera, in quella vecchia canonica della Rocca, guardando Bruno circondato dalla famiglia e dagli amici, ho pensato soprattutto a quanto siamo fortunati quando, dopo tanti anni, possiamo ancora sederci allo stesso tavolo con le persone alle quali vogliamo bene.

Caro Bruno, grazie per tutti questi anni di amicizia. Grazie per esserci stato nei giorni belli e in quelli meno belli. Spero che avremo ancora tanto tempo per ridere, ricordare, discutere e, perché no, ripensare a quelle famose avventure che continueremo prudentemente a non raccontare.

Buon compleanno, carissimo amico mio.

E avanti insieme, Bruno. Perché abbiamo ancora tanta strada da fare.

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