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Redazione
ANNO XIVlunedì 21 Settembre 2026
gallicano

“Campo in Garfagnana”, un libro ne ricostruisce la storia: Biagioni dialoga con l’autore Poli

Ci sono paesi che, a prima vista, sembrano avere poco da raccontare. Piccoli borghi lontani dai grandi centri e spesso attraversati dal silenzio, dove il tempo pare aver lasciato soltanto poche tracce. Ma basta cercare, ascoltare e aprire le porte delle case perché riaffiori una storia sorprendentemente ricca, fatta di persone, partenze, sacrifici, guerre, fede e legami capaci di attraversare gli oceani.

È questo il viaggio al centro del libro “Campo in Garfagnana tra passato e presente”, scritto da Ivo Poli, che sarà presentato il 27 settembre a Campo in un incontro assieme all’architetto Pietro Luigi Biagioni, storico ed esperto di museografia. Un lavoro nato dalla volontà di ricostruire la storia di una piccola comunità e diventato, nel corso della ricerca, un’occasione per riportare alla luce documenti, racconti e vicende che rischiavano di andare perduti. 

L’idea di dedicare un volume a Campo è nata dopo le precedenti pubblicazioni di Poli sulla storia di Perpoli e Fiattone, due paesi confinanti con il borgo. A suggerirgli di intraprendere questo nuovo percorso è stata una signora del paese. Inizialmente l’autore pensava che, trattandosi di una realtà così piccola, avrebbe potuto trovare poco materiale. La ricerca gli ha dimostrato esattamente il contrario.

Ivo Poli ha spiegato che la sua ricerca sui paesi racconta gli ultimi cento o centocinquanta anni fa, non andando oltre. Questa scelta gli permette di avvicinarsi alla storia attraverso racconti ed esperienze degli abitanti che recuperano vicende familiari e testimonianze spesso non documentate ufficialmente. 

Ma un ruolo importante è stato svolto dalla documentazione ritrovata nella vecchia canonica del paese. Al suo interno erano ancora conservati i registri della chiesa, ricchi di annotazioni lasciate da un sacerdote che, nel corso degli anni, aveva registrato moltissimi dettagli relativi alla vita dei paesani.

La storia di Campo, dunque, non era scomparsa: era rimasta custodita nelle pagine di quei registri e nella memoria degli abitanti.

Per raccogliere le testimonianze, Poli ha inizialmente incontrato gli anziani nella vecchia scuola, utilizzata come circolino. La partecipazione della comunità, però, era così ampia da rendere difficile organizzare i racconti. Da qui la decisione di andare di casa in casa, ascoltando le persone e chiedendo loro di ripercorrere anche le proprie vicende personali.

Ne è emerso un patrimonio di storie, ricordi e testimonianze che ha arricchito il lavoro ben oltre le aspettative iniziali.

Nel libro trovano spazio anche le vicende legate alla Seconda guerra mondiale e alla presenza della linea del fronte, insieme ai racconti di chi ha vissuto quei periodi e alle conseguenze che gli eventi storici hanno avuto sulla comunità.

La ricerca si è concentrata inoltre sulla storia degli arredi delle chiese, cercando di ricostruire non soltanto la loro origine, ma anche le persone che ne avevano finanziato la realizzazione. Dietro un’opera conservata in un edificio religioso si scoprono così i nomi e le scelte di uomini e donne del passato, testimonianze di devozione ma anche della disponibilità economica e del ruolo sociale di alcune famiglie.

Un altro elemento emerso riguarda gli emigrati e i rapporti mantenuti nel tempo con il paese d’origine. Alla presentazione sono attese anche persone provenienti dall’estero, tra cui figli di emigrati, a dimostrazione di come il legame con Campo possa continuare a vivere anche a distanza di generazioni.

Tra i ritrovamenti più significativi della ricerca c’è quello relativo a Giovanni Battista Tognarelli, figura legata alle vicende risorgimentali del territorio.

Poli è venuto a conoscenza della storia grazie a un’amica che gli aveva parlato di alcune vicende legate a don Angelini di Pieve Fosciana. Secondo le notizie tramandate, Tognarelli avrebbe esposto per la prima volta una bandiera italiana nel 1831.

La ricerca ha condotto l’autore fino agli ultimi discendenti della famiglia, dove sono stati ritrovati quattro diari originali di Giovanni Battista, documenti che nessuno aveva mai visto prima. Una scoperta particolarmente importante e degna di attenzione che Ivo Poli ha definito “un vero colpo di fortuna”.

Il valore di un’opera come “Campo in Garfagnana tra passato e presente” risiede, oltre che nelle informazioni raccolte, nella possibilità di restituire una voce a persone e avvenimenti che rischiano di essere dimenticati. La storia, soprattutto quella di una piccola comunità, non è quasi mai attraversata da grandi eventi o personaggi famosi, ma è fatta principalmente di storie di vita quotidiana che meritano di essere raccontate. Persone emigrate all’estero in cerca di fortuna, famiglie distrutte dagli orrori della guerra, gente che ha lavorato con fatica tutta la vita senza lasciare mai la propria casa. Anche se non ci facciamo caso, la storia è passata anche da qua, in punta di piedi, senza fare rumore, ma tangibile col suo trascorrere.

Raccogliere queste testimonianze significa trasformare ricordi individuali in patrimonio collettivo. Significa permettere ai più giovani di conoscere le proprie radici e a chi vive lontano di ritrovare un legame con il paese da cui la propria famiglia è partita. A volte, proprio nei luoghi più piccoli, si nascondono le testimonianze più preziose: basta qualcuno disposto a cercarle, ad ascoltarle e a restituirle alla comunità, come ha fatto Ivo Poli.

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