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Redazione
ANNO XIVmercoledì 23 Settembre 2026
castelnuovo di garfagnana

Caterina, la bisbetica, domata all’Alfieri: Amanda Sandrelli fa rivivere Shakespeare

I grandi testi del teatro continuano a vivere perché sanno essere riletti, interrogati e messi in dialogo con il presente. Ne è un esempio “La bisbetica domata” di William Shakespeare, andata in scena ieri sera, 17 gennaio, al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana, nell’adattamento di Francesco Niccolini.

Uno spettacolo che ha riportato sul palco una commedia celebre, capace ancora oggi di suscitare risate, domande e riflessioni, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza teatrale intensa e attuale.

La commedia racconta di Caterina, la bisbetica, nota per il suo carattere ribelle e irascibile e che riesce a far fuggire ogni uomo; brillantemente interpretata da Amanda Sandrelli. Donna Eleonora, la madre, non presente in Shakespeare, decide che la figlia minore, Bianca, dal carattere più mite e educato, non potrà sposarsi finché Caterina non avrà trovato un marito.

Per sbloccare la situazione, i pretendenti di Bianca convincono Petruccio, un gentiluomo in cerca di una ricca dote, interpretato da Maurizio Zacchigna, a corteggiare Caterina. Petruccio accetta la sfida e adotta una strategia psicologica estrema per domare il carattere forte della ragazza privandola del cibo, del riposo e tenendola legata al letto, fingendo di farlo per il suo bene.

Questo processo crudele culmina con l’addomesticamento della donna che si sottomette pubblicamente al volere del marito, dimostrando di essere diventata una moglie ubbidiente, ancor più della sorellina Bianca.

Nonostante i toni spesso gioiosi delle commedie shakesperiane, qua non mancano momenti malinconici, quasi dolorosi, in cui è impossibile non provare pena per la povera Caterina che subisce dei veri e propri abusi. Il suo carattere che la rendeva protagonista di siparietti ironici e le concedeva vigore, si spegne pian piano sotto le sevizie del marito, finché di lei non rimane più nulla. Tutti, compresa la madre, le voltano le spalle pur rendendosi conto di quanto la ragazza sia completamente cambiata, spenta. Nella significativa scena finale i personaggi brindano ai matrimoni di Bianca e Caterina con un “Vissero per sempre…” che non viene mai concluso, facendo gravare ancora di più sul pubblico il peso dell’infelicità della povera ragazza.

Shakespeare in questa commedia ha analizzato con abilità la psicologia femminile, opponendosi alle fredde regole sociali dei matrimoni combinati, senza amore, che vedevano le donne come merce di scambio, pedine di un gioco troppo grande. Caterina è arrogante, aggressiva, ma mostra, ad un occhio più attento, una sottile intelligenza, una testardaggine che maschera il coraggio.

L’adattamento di Francesco Niccolini, guidato dalla regia di Roberto Aldorasi, sceglie di portare sul palco una commedia in grado di far ridere, ma creare anche un grande senso di malinconia. Amanda Sandrelli ha offerto una Caterina intensa e dolorosamente credibile, Maurizio Zacchigna ha fatto dono di un Petruccio ambiguo e arrogante. Entrambi, aiutati dagli altri ottimi attori, hanno regalato una splendida esibizione in un perfetto mix di dramma e ironia, in una storia che spinge irrimediabilmente a riflettere sul peso delle convenzioni, sul ruolo della donna e sul confine tra amore e sopraffazione.

Foto di Nicola Tognetti

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