A Cerageto basta guardare un orto per ritrovare una storia fatta di lavoro, cura e memoria: quella di famiglie che da sempre dedicano tempo e passione alla coltivazione della terra. Una storia che è tornata protagonista con la Festa degli Orti.
Giunta alla sua 14^ edizione, la festa – organizzata dal Circolo Culturale Vittorio Lorenzetti e dall’Associazione Sportiva Cerageto Mojito – anche quest’anno ha richiamato numerosi partecipanti per celebrare una delle consuetudini più caratteristiche della comunità.
Come da tradizione, al centro della manifestazione ci sono stati gli orti del paese, sottoposti alla valutazione di una commissione di esperti chiamata a riconoscere la cura, l’attenzione e la qualità delle coltivazioni. Nell’edizione 2026 hanno partecipato 24 orti, confermando il forte legame dei ceragetani con questa pratica tramandata nel tempo.
Il riconoscimento per il Miglior Orto è stato assegnato a Dino Raggiri, mentre il premio per l’Orto Più Preciso è andato a Giancarlo Pioli, premiando non soltanto il risultato finale, ma anche la dedizione quotidiana necessaria per mantenere questi piccoli angoli di territorio.
La giornata è stata anche un’occasione per riscoprire il borgo attraverso la tradizionale passeggiata degustativa tra le vie della frazione arricchita da numerose postazioni gastronomiche dove i partecipanti hanno potuto assaggiare il celebre farro di Cerageto, preparato secondo la ricetta storica del paese. Un piatto diventato negli anni un vero simbolo della manifestazione e della cultura gastronomica locale, custodito e tramandato di generazione in generazione.
Nel 2011 Cerageto è stato ufficialmente riconosciuto come “Paese degli Orti”, un titolo che testimonia quanto questa pratica sia radicata nella vita del borgo e quanto gli orti familiari siano parte integrante della sua storia.
La Festa degli Orti dimostra di essere una manifestazione che unisce presente e futuro, gastronomia e competizione. Un’occasione che vede il lavoro di tutta la comunità, dalle associazioni ai volontari, uniti per mantenere viva la tradizione.
Foto di Tommaso Teora



































