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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
camporgiano

Chiusura ponte Piastrella, Confcommercio: “Disagio per attività enorme, rispettare tempi e ristori”

A due settimane dall’avvio della chiusura totale del Ponte “La Piastrella” sul torrente Edron, lungo la SR 445 della Garfagnana, Confcommercio interviene per dare voce e tutela alle attività commerciali e di vicinato del comune di Camporgiano, che stanno subendo l’impatto economico di un’interruzione viaria così pesante.

L’associazione intende muoversi lungo un binario di piena responsabilità e collaborazione istituzionale, senza alimentare polemiche sterili, ma mettendo al primo posto la sopravvivenza del tessuto economico locale.

«Siamo ben consapevoli dell’importanza e dell’inevitabilità di questi lavori da 1,1 milioni di euro per la sicurezza strutturale del viadotto e la pubblica incolumità – premette Andrea Baiocchi, membro di giunta Confcommercio – e accogliamo positivamente il fatto che, in questi primi giorni, siano già stati apportati i necessari correttivi alla segnaletica stradale e attivate soluzioni di prossimità per i residenti delle frazioni. Tuttavia, il disagio per i negozi, i bar, i ristoranti e le botteghe del territorio resta enorme. La drastica modifica dei flussi di traffico e l’allungamento dei percorsi stanno svuotando le attività, che non possono permettersi mesi di isolamento senza tutele».

Per questo motivo, Confcommercio avanza due richieste formali chiare. Primo: monitoraggio costante e certezza dei tempi. La chiusura totale, stimata inizialmente in circa due mesi, deve essere rispettata al millesimo. L’associazione chiede alle autorità competenti e alla Provincia di Lucca aggiornamenti periodici e trasparenti sull’andamento del cantiere, al fine di verificare costantemente il cronoprogramma ed evitare qualsiasi rischio di proroga o ritardo.

Secondo: attivazione immediata di indennizzi e ristori: È urgente e indispensabile individuare canali di sostegno economico per le imprese penalizzate. «Chi erogherà queste risorse – se la Regione, la Provincia o il Comune – non è un dettaglio che spetta alle aziende risolvere – conclude Baiocchi – ma è prioritario che le istituzioni trovino una quadra politica per attivare un fondo ristori. Un territorio montano che perde i suoi negozi perde la sua vita. Noi non siamo contro nessuno, ma difenderemo con ogni mezzo il lavoro e il futuro dei nostri associati».

Nei prossimi giorni si terrà una riunione tra i commercianti per definire i passi da farsi.

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