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Redazione
ANNO XIVmercoledì 4 Novembre 2026
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“Commercio ambulante in crisi”: Anva Confesercenti chiede interventi concreti per salvare i mercati

Il commercio su aree pubbliche sta attraversando una crisi strutturale che rischia di compromettere il futuro dei mercati e delle fiere, con conseguenze pesanti per le imprese, l’occupazione e la vitalità economica e sociale delle città.

A lanciare l’allarme è ANVA Confesercenti Toscana, che interviene a sostegno delle proposte elaborate dall’associazione nazionale per rilanciare un settore sempre più penalizzato dalla contrazione dei consumi, dall’aumento dei costi di gestione e dall’incertezza normativa.

I dati nazionali descrivono una situazione particolarmente preoccupante: negli ultimi dieci anni sono scomparse oltre 42mila imprese ambulanti, pari al 22,4% del totale. Il settore dell’abbigliamento, dei tessuti e delle calzature ha registrato una contrazione di quasi il 55%, mentre i banchi alimentari sono diminuiti del 18%. Oggi circa il 30% dei posteggi nei mercati risulta vuoto.

«Sono numeri che devono far riflettere anche le istituzioni toscane – dichiara Luca Taddeini, presidente regionale ANVA Confesercenti Toscana –. I mercati non rappresentano soltanto un’opportunità commerciale, ma svolgono una funzione sociale, di aggregazione e di presidio del territorio. Sono parte della storia e dell’identità delle nostre comunità. La progressiva scomparsa delle imprese ambulanti impoverisce le città e riduce un servizio importante per i cittadini, soprattutto nei piccoli centri».

Al centro delle preoccupazioni degli operatori c’è il futuro delle concessioni dei posteggi, alla luce delle procedure selettive previste dalla normativa e delle Linee guida ministeriali. ANVA Confesercenti chiede che il Governo definisca criteri chiari per valutare l’effettiva scarsità della risorsa, attraverso una ricognizione preventiva dei posteggi disponibili nei singoli Comuni.

«Non possiamo considerare automaticamente tutti i mercati come realtà caratterizzate dalla scarsità di posteggi – sottolinea Taddeini –. In presenza di un numero crescente di spazi vuoti, occorre una valutazione concreta, mercato per mercato. Dove non esiste un’effettiva scarsità, chiediamo che sia possibile riassegnare le concessioni ai titolari uscenti, previa verifica dei requisiti di legge, evitando procedure inutilmente complesse e costose. È fondamentale garantire certezza agli operatori che hanno investito una vita nella propria attività».

L’associazione chiede inoltre di valorizzare maggiormente la storicità delle imprese e i passaggi generazionali nei criteri di assegnazione, tutelando un patrimonio di esperienza e professionalità che rischia di andare disperso.

Un’altra questione particolarmente sentita in Toscana riguarda le condizioni meteorologiche e la gestione delle allerte, che sempre più frequentemente determinano l’annullamento dei mercati, con pesanti conseguenze economiche per gli operatori.

«Il cambiamento climatico sta incidendo concretamente sulla nostra attività – prosegue Taddeini –. Le giornate di mercato perse per allerte meteo e provvedimenti di chiusura rappresentano un danno economico significativo, soprattutto quando gli operatori hanno già sostenuto costi di trasporto, personale e approvvigionamento. Servono criteri chiari, omogenei e condivisi con le associazioni di categoria, evitando decisioni eccessivamente discrezionali e prevedendo forme di alleggerimento dei tributi locali quando il mercato non può svolgersi».

ANVA Confesercenti Toscana richiama inoltre la necessità di investire nella riqualificazione delle aree mercatali, migliorandone sicurezza, accessibilità e servizi, e di prevedere incentivi per il rinnovo dei mezzi di lavoro, in coerenza con gli obiettivi ambientali.

Tra le priorità figurano anche il rilancio della formazione professionale, con un ruolo attivo delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative, e l’introduzione di misure fiscali e creditizie per contrastare l’aumento dei costi energetici e dei carburanti.

«Non chiediamo privilegi, ma condizioni che consentano alle imprese ambulanti di continuare a lavorare e di programmare il proprio futuro – conclude il presidente regionale di ANVA –. Per questo riteniamo necessario aprire un confronto concreto con la Regione Toscana e con le amministrazioni comunali, partendo dalle proposte elaborate da ANVA Nazionale. Il commercio ambulante ha bisogno di una prospettiva di rilancio, non di ulteriori incertezze. Difendere i mercati significa difendere le imprese, il lavoro e la vitalità dei nostri territori».

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