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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
coreglia antelminelli

Custodire e coltivare: da Lucignana un messaggio per il futuro

Nel cuore della Mediavalle del Serchio, tra colline e borghi antichi, ieri si è respirata un’atmosfera di speranza e responsabilità. L’iniziativa “Creato, Speranza e Pace”, voluta dall’Ufficio Pastorale Sociale, dalla Caritas diocesana e dalla Comunità Pastorale di Coreglia Antelminelli, ha riunito giovani imprenditori, comunità ecclesiale e cittadini in una giornata che ha intrecciato storie locali e sfide globali.

Giovani e radici nella terra

Il pomeriggio si è aperto con la voce di chi ogni giorno lavora la terra. Federico Martinelli, Federico Frugoli, Maruska Gonnella e Lia Agostini hanno raccontato la loro esperienza di agricoltori e imprenditori, fatta di passione e sacrificio. Le loro storie hanno mostrato come il ritorno alla terra non sia un passo indietro, ma un investimento sul futuro: un modo per custodire tradizioni antiche con lo sguardo rivolto all’innovazione e alla sostenibilità.

A moderare il confronto, don Giuseppe Andreozzi, che ha sottolineato il valore del lavoro agricolo non solo come produzione, ma come cura: delle persone, delle comunità e dell’ambiente.

Dalla Mediavalle all’Amazzonia

Alle 17:15, presso la Libreria Sopra la Penna, don Massimo Lombardi, fidei donum in Amazzonia, ha portato la sua testimonianza da Rio Branco, richiamando l’urgenza di un’ecologia integrale capace di unire la difesa del creato con la giustizia sociale e la fraternità tra i popoli.

La riflessione conclusiva di mons. Leonardo Della Nina

A concludere l’incontro, mons. Leonardo Della Nina, vicario generale della Diocesi di Lucca, ha posto l’attenzione sulle periferie come Lucignana, sottolineando lo spopolamento dei borghi e l’importanza di creare opportunità concrete per i giovani. Ha evidenziato il ruolo degli anziani come custodi della memoria e delle tradizioni, e la necessità di valorizzare la cultura dell’ambiente e del territorio. La custodia del creato diventa così anche un’occasione di lavoro e sviluppo per le nuove generazioni, trasformando la cura della terra in speranza concreta per la comunità.

Un piccolo borgo, una voce universale

In un’epoca segnata dalle crisi ambientali e dai conflitti, l’iniziativa di Lucignana ha assunto un valore che supera i confini locali. Il borgo è diventato per un giorno un laboratorio di speranza: giovani agricoltori e testimoni della Chiesa universale hanno lanciato un messaggio semplice ma potente. Custodire la terra significa coltivare pace, e coltivare pace significa dare futuro.

Il filo che ha legato la giornata è stato proprio questo: radici e futuro, memoria e innovazione, territorio e responsabilità.

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