Sono trascorsi dieci anni da quella terribile notte del 24 agosto 2016, quando alle 3.36 una violentissima scossa di terremoto colpì il Centro Italia, devastando Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e numerosi altri centri tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.
Le immagini che arrivarono nelle prime ore raccontavano una tragedia immensa: case crollate, interi borghi distrutti, strade interrotte e centinaia di persone sotto le macerie. In poche ore si mise in moto la grande macchina dei soccorsi e, insieme a Vigili del Fuoco, Protezione Civile, forze dell’ordine, personale sanitario e Soccorso Alpino, partirono volontari da ogni parte d’Italia.
Anche Corsagna rispose presente. La Misericordia, attraverso il proprio Gruppo di Protezione Civile, mise ancora una volta a disposizione uomini, esperienza e capacità organizzativa per portare aiuto alle popolazioni duramente colpite. Non si trattava, del resto, della prima grande emergenza affrontata dai volontari corsagnini. Il Gruppo di Protezione Civile della Misericordia aveva maturato negli anni un’importante esperienza partecipando a numerosi interventi, anche lontano dal nostro territorio: dalla Missione Arcobaleno in Albania all’emergenza conseguente al terremoto di San Giuliano di Puglia, fino agli interventi umanitari successivi allo tsunami nello Sri Lanka.
Anche nel 2016 quella esperienza tornò preziosa. A coordinare l’attività della Protezione Civile della Misericordia c’era Gualtiero Barsi, mentre Federica Alberigi e Sara Pellegrini erano impegnate nel coordinamento della sala SOM della Misericordia, punto fondamentale per mantenere i collegamenti, organizzare le partenze e seguire l’attività delle squadre impegnate nell’emergenza. Nelle zone terremotate arrivarono volontari delle Misericordie provenienti da numerose regioni italiane. Tra quelle presenti viene espressamente ricordata anche la Misericordia di Corsagna, inserita in una grande mobilitazione nazionale che vide centinaia di confratelli alternarsi nei territori devastati dal sisma. Furono giornate difficili, fatte di turni, partenze, telefonate, organizzazione dei mezzi e disponibilità immediata. Dietro ogni squadra che raggiungeva le zone colpite c’era infatti anche il lavoro di chi rimaneva a Corsagna, assicurando i collegamenti e permettendo alla struttura di continuare nello stesso tempo i propri servizi ordinari.
A dieci anni di distanza, ricordare quell’intervento significa soprattutto ricordare lo spirito con cui tanti volontari partirono: senza clamore e senza chiedere niente, semplicemente perché c’era qualcuno che aveva bisogno. Da un piccolo paese della Media Valle del Serchio fino alle macerie del Centro Italia, ancora una volta Corsagna seppe esserci.
borgo a mozzano
Dieci anni fa il terremoto di Amatrice: anche la Misericordia di Corsagna in aiuto alle popolazioni colpite
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