Non si cresce soltanto tra i banchi di scuola. Si impara anche praticando uno sport, partecipando a un laboratorio teatrale, suonando uno strumento, frequentando un centro estivo, un oratorio o un’associazione di volontariato.
Con l’approvazione definitiva della legge sull’educazione non formale, queste esperienze ricevono finalmente un riconoscimento preciso all’interno del percorso di crescita dei bambini e degli adolescenti.
Il provvedimento valorizza il ruolo educativo svolto dai Comuni, dagli enti del Terzo settore, dalle associazioni culturali e sportive, dagli oratori e dalle tante realtà presenti nei territori. L’obiettivo è favorire attività accessibili, continuative e di qualità anche fuori dall’orario scolastico, coinvolgendo maggiormente le comunità locali e sostenendo le famiglie.
È una decisione importante anche per realtà come la Valle del Serchio, dove associazioni, parrocchie, società sportive, Misericordie e gruppi di volontariato hanno sempre rappresentato luoghi fondamentali di incontro e formazione.
Educare, infatti, non significa soltanto trasmettere nozioni. Significa insegnare il rispetto, la collaborazione, l’impegno, la solidarietà e il valore dello stare insieme. Principi che spesso si apprendono proprio nei piccoli gesti e nelle esperienze vissute ogni giorno all’interno della propria comunità.
valle del serchio