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Redazione
ANNO XIVsabato 11 Luglio 2026
corsagna

Ettore, il nostro cane non vedente: una lezione d’amore che continua ogni giorno

Dal dicembre del 2012 Ettore fa parte della nostra famiglia. Chiamarlo semplicemente un animale mi riesce difficile, perché per noi è molto di più. È un cuore che batte accanto al nostro, uno splendido Spitz tedesco che è diventato un compagno di vita inseparabile.

Abbiamo condiviso giorni felici e giorni difficili. Nei momenti di gioia e in quelli di dolore, Ettore ci è sempre stato accanto, con la sua presenza discreta, il suo affetto sincero e quella fedeltà che solo un cane sa donare. Non ci ha mai lasciati soli e, forse proprio per questo, oggi sentiamo il dovere di essergli vicini con lo stesso amore che lui, in tutti questi anni, ha regalato a noi.

Oggi è anziano. Ha i suoi acciacchi, qualche alto e basso, ma continua a vivere con una forza e una dolcezza che ogni giorno ci commuovono. C’è però una data che ha cambiato per sempre la sua vita: il 2018. Dopo una vaccinazione, consigliata e regolarmente eseguita, iniziammo a notare qualcosa di insolito. Quando gli lanciavamo la sua amata pallina non riusciva più a seguirla. Correndo urtava contro i muri e contro le porte. Capimmo subito che c’era qualcosa che non andava. Lo portammo dal dottor Franceschi Nicola, oculista veterinario della Clinica Veterinaria di Lucca. Dopo gli accertamenti arrivò la diagnosi: distacco della retina in entrambi gli occhi.

Lo specialista ci spiegò che le cause potevano essere diverse. Tra le ipotesi venne presa in considerazione anche una possibile reazione alla vaccinazione o a caratteristiche del lotto utilizzato. Tuttavia, è giusto dirlo con chiarezza: il nesso causale non è mai stato dimostrato con certezza e nessuno ha potuto stabilire quale sia stata l’effettiva origine del problema. Da allora il dottor Franceschi non ci ha mai fatto mancare la sua vicinanza professionale e umana. Ha continuato a seguire Ettore con grande competenza, disponibilità e affetto, accompagnandoci in un percorso non sempre facile. A lui va la nostra più sincera gratitudine, perché oltre a curare il nostro cane ha saputo comprendere anche l’apprensione e il dolore della nostra famiglia.

Non ci fermammo. Chiedemmo altri pareri, arrivando a consultare anche una clinica veterinaria di Roma. Gli specialisti ci sconsigliarono l’intervento chirurgico, ritenendo troppo basse le probabilità di successo. Da quel giorno Ettore è diventato non vedente. Per noi fu un dolore immenso. Pensare che non avrebbe più visto i nostri volti, che non avrebbe più rincorso la sua pallina o osservato il mondo che lo circondava ci spezzava il cuore. Ma è stato lui a dare coraggio a noi.

Con una capacità di adattamento straordinaria ha imparato a vivere nel buio. Il suo fiuto è diventato il veicolo più importante per conoscere il mondo, insieme all’udito e a una memoria sorprendente. Si orienta nella casa che conosce da sempre, riconosce le nostre voci e continua a cercare le carezze, soprattutto quelle della sua mamma Emanuela, alla quale è legatissimo.

In questi anni Ettore ci ha insegnato che anche una grave disabilità può essere affrontata con dignità, fiducia e amore. Non si è mai lasciato vincere. Ha continuato a vivere, a volerci bene e a trasmetterci una serenità che spesso noi esseri umani fatichiamo ad avere. Ho voluto raccontare questa storia perché molti non sanno che dal 2018 Ettore è non vedente. Eppure continua a essere il cuore della nostra famiglia. Vorrei anche che questo racconto fosse un invito alla prudenza. Ogni terapia e ogni vaccinazione rappresentano strumenti importanti per la salute degli animali, ma è altrettanto fondamentale osservare con attenzione eventuali cambiamenti e confrontarsi sempre con veterinari esperti. Nel nostro caso non è mai stato possibile dimostrare quale sia stata la causa della cecità di Ettore, ma il desiderio di comprendere ciò che è accaduto è rimasto nel nostro cuore.

Oggi Ettore non vede più il mondo. Siamo noi, ogni mattina, a diventare i suoi occhi. Lo accompagniamo, lo proteggiamo, lo rassicuriamo, così come lui, per tanti anni, ha accompagnato noi con il suo affetto silenzioso e incondizionato. Perché l’amore vero non ha bisogno della vista. Ha bisogno soltanto del cuore, il cuore di Ettore continua a battere insieme al nostro.

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