back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVgiovedì 17 Settembre 2026
lettera

“Festone della Madonna di Serra a Corsagna: ricordi di una tradizione secolare”

Riceviamo e pubblichiamo questo ricordo del Festone della Madonna di Serra, tradizione secolare paesana, scritto dall’ex presidente della misercordia di Corsagna Giovanni Alberigi:

“Ricordi del Festone della Madonna di Serra a Corsagna. Ricordi di un’infanzia passata tra canti, profumi e campane festose, sotto lo sguardo amorevole della Madonna di Serra. Un racconto che celebra la fede e l’identità della comunità di Corsagna, nella speranza che il prossimo festone del 2025 possa riportare in vita l’anima autentica di questa antica tradizione.

Questo racconto nasce dal cuore di un corsagnino che ha vissuto la magia del festone della Madonna di Serra durante la propria infanzia. Attraverso i suoi ricordi, si rivivono i momenti di fede, festa e comunità che da sempre uniscono Corsagna, incastonata nella Valle del Serchio, alle sue radici più profonde. Un invito a non dimenticare, e a sperare che queste tradizioni continuino a vivere anche nei cuori delle nuove generazioni:

Nel cuore delle colline toscane, il piccolo paese di Corsagna custodisce gelosamente una tradizione antica, che da generazioni lega la comunità alla propria storia e alla propria fede: il festone della Madonna di Serra. Questa festa, che si celebra con particolare solennità ogni cinque anni, rappresenta il culmine di un percorso di devozione che permea la vita quotidiana del paese.

Già all’inizio dell’anno, nei ritrovi, nelle botteghe e durante le riunioni in parrocchia, si incominciava a parlare del festone imminente. Le voci degli anziani raccontavano delle edizioni passate, di giorni di festa pieni di colori, suoni e profumi, mentre i più giovani si preparavano a partecipare, sentendo il peso e la bellezza di una tradizione che li supera ma che è anche parte di loro.

Il sabato precedente l’ultima settimana di agosto, dal Santuario Mariano di Serra — dove l’immagine della Madonna è custodita e venerata per tutto l’anno — prendeva avvio un rito solenne: l’ immagine della Madonna veniva adagiata su una “portantina” e portata in spalla da volontari e devoti. La processione dal Santuario mariano al paese era un momento di intensa partecipazione e raccoglimento, che coinvolgeva tutta la comunità.

Arrivata a Corsagna, l’immagine veniva sistemata sull’altare maggiore in un padiglione realizzato e curato alla perfezione dai festaioli, in particolare da Pellegrini Pacino, Luigi Dinucci e Lucchesi Renzo. Questo spazio, allestito con grande dedizione, accoglieva la Madonna per tutta la durata della festa, diventando un punto di riferimento per la preghiera e la devozione dei fedeli.

La festa si svolgeva sempre l’ultima domenica di agosto con la celebrazione solenne della S. Messa presieduta da Don Sergio Giorgi parroco di Corsagna e animata dal coro parrocchiale diretto da Don Paolo Freschi e accompagnata all’organo da Battista Papera. Dopo la solenne celebrazione della Santa Messa, momento centrale della ricorrenza, la comunità si riversava nella piazza principale del paese. Noi ragazzi, in particolare, ci ritrovavamo lì per guardare insieme le bancarelle, attratti dai profumi invitanti dei dolci e incuriositi dai piccoli giochi e oggetti esposti, che arricchivano l’atmosfera di festa e meraviglia. Nel pomeriggio, il solenne canto dei vespri con benedizione della reliquia della Madonna. In quei giorni, Corsagna in attesa della secolare processione del lunedì si trasformava: le strade si vestivano di drappi e fiori, la musica della banda “G. Verdi” riempie l’aria con le sue prove in attesa della processione del lunedì sera che percorreva le vie del paese con l’immagine sacra della Madonna, portata in spalla dai fedeli con devozione e orgoglio.

Durante il percorso, l’immagine della Madonna di Serra si fermava alcuni minuti nella piazza principale del paese. Qui, i portantini simulavano la benedizione della Madonna a tutto il paese e a tutta la Valle del Serchio, di cui Corsagna fa parte, un momento di grande emozione che univa simbolicamente l’intera comunità e il territorio circostante.

Durante tutti questi giorni, le campane del campanile della chiesa parrocchiale suonavano a festa, accompagnando ogni momento con il loro suono vibrante, a ricordare a tutta la comunità la vicinanza della fede e il legame profondo che unisce Corsagna alla sua Madonna.

Il festone non rappresentava soltanto un momento religioso, ma si configurava come un autentico rito collettivo, capace di rinsaldare i legami all’interno della comunità. In occasione della festa, l’intero paese si animava e nell’aria si diffondevano i profumi caratteristici delle torte della tradizione corsagnina torte “con i becchi”, torte di riso, torte di mandorle sapientemente preparate e cotte negli antichi forni del paese. Anche questi gesti, che univano memoria e condivisione, testimoniavano la vitalità di una comunità che si riconosceva nei propri usi e si ritrovava attorno a essi e rappresentando il legame profondo tra le generazioni, tra chi era nato e cresciuto tra queste colline e chi, lontano, tornava per ritrovare le proprie radici. Era un’occasione per condividere storie, ricordi e speranze, per rinsaldare i legami che definivano l’identità di Corsagna.

Durante la sera, le facciate delle case, le finestre e le vie del paese si accendevano di luci festeggianti, creando un’atmosfera calda e suggestiva. La processione si snodava tra queste luci, mentre i fedeli portavano in mano i flambeau colorati, rendendo il cammino dell’immagine della Madonna un fiume luminoso che attraversava Corsagna con devozione e poesia.

Le vie del paese erano ulteriormente abbellite con bandierine colorate, ricavate dai sonetti degli anni precedenti. Questi sonetti sono poesie in rima dedicate alla Madonna, scritte con amore e devozione dai fedeli di Corsagna. Noi ragazzi, nelle settimane precedenti alla festa, ci divertivamo a ritagliare, incollare e appendere queste bandierine, trasformando ogni angolo del paese in un messaggio d’amore verso la Madonna di Serra. Quando calava la sera e il festone volgeva al termine, si smontavano gli archi trionfali, si riponevano gli stendardi e il silenzio tornava a regnare. Ma nel cuore di ciascuno restava il calore di quei giorni, e la certezza che, passato solo qualche anno, la tradizione ricomincerà a pulsare forte come sempre: cinque anni ancora, e si tornerà a gridare insieme, con fede e gioia, “Evviva Maria! Viva la Madonna di Serra!”

A raccontare questi momenti è un corsagnino che ha vissuto la sua infanzia immerso in queste tradizioni. Egli desidera che il prossimo festone del 2025 possa tornare a risplendere secondo le usanze originali, con la stessa fede e lo stesso calore che un tempo animavano la comunità. Forse non sarà più possibile, forse per la mancanza di fede o per altri cambiamenti, ma la speranza resta viva nel cuore di chi crede che queste radici debbano continuare a nutrire il futuro del paese”.

Dalla homepage

Le ultime lettere inviate