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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
san romano in garfagnana

Filippo Graziani omaggia il padre Ivan alle Verrucole: il mito rivive in Fortezza

Nella suggestiva cornice offerta dalla Fortezza delle Verrucole, si è tenuto ieri sera, al tramonto, il concerto tributo dedicato ad Ivan Graziani, che proprio quest’anno avrebbe compiuto ottant’anni. Ad esibirsi è stato il figlio, che da diversi anni omaggia e ricorda il padre, scomparso prematuramente nel 1997, rinnovando i brani del papà con il suo stile e creando un ponte generazionale tra chi ha vissuto la musica di Ivan e i più giovani.

Ivan Graziani era un talentuoso cantautore, un rocker, un poeta di provincia, che accendeva i riflettori sulle vicissitudini umane, gli amori e la critica sociale. Un artista dalla forte identità in grado di raccontare storie vere, struggenti, sporche con voce sincera e uno sguardo estremamente lucido ed umano.

Sul palco si sono esibiti Filippo Graziani, voce e chitarra, Francesco Cardelli, anche lui chitarrista e infine Stefano Zambardino, alla tastiera, che hanno rievocato con successo tanti capolavori del defunto cantante in un’atmosfera intima e struggente. Tra i brani eseguiti, alcuni pilastri della musica italiana, come “Agnese” dedicata ad un amore di gioventù e ad un tempo spensierato ormai lontano, “Lugano addio” che narra di un amore tormentato, nato in una zona di confine e mai pienamente vissuto e, ancora, “Scappo di casa”, canzone dal tema forte, la storia di un figlio che cerca la fuga da una madre ossessiva, ma di cui porta ancora dentro, irrimediabilmente, il rigido condizionamento psicologico.

Accolta con entusiasmo dal pubblico è stata l’esecuzione di “Monna Lisa”, celebre canzone che ha porato molti dei presenti ad alzarsi, cantare e battere le mani; il medesimo trasporto ha ricevuto il brano “Pigro”, una critica verso la classe borghese, verso tutti coloro che “citano i classici a memoria, ma non distinguono il ramo dalla foglia”.

Filippo ha inoltre eseguito uno dei brani inediti di un album postumo, pubblicato recentemente “Ci abbiamo messo quattro anni per farlo uscire – ha detto sul palco – E’ un disco a cui voglio bene perché mi ha permesso di poter lavorare e far conoscere alcune canzoni di papà. In questo album si apprende meglio il suo momento creativo, la sua ricerca”, e il trio ha quindi intonato “La rabbia” che si addentra in questo sentimento spesso inspiegabile di cui Ivan ha colto l’essenza parlando di emozioni forti, che bruciano, ma che “lui imparerà”.

Dopo una lunga ovazione, i tre musicisti hanno eseguito un bis, richiesto a gran voce.
“Rimaniamo in Toscana – ha detto Filippo presentando l’ultimo brano – In questa regione che, per noi che viviamo dall’altra parte dell’Appennino, è sempre stata una terra vicina e che mi trasmette voglia di ritornare ogni volta che la visito”. Il concerto si è dunque concluso con l’esecuzione di “Firenze”, una canzone che racconta di un triangolo amoroso giovanile e che si conclude con la partenza della ragazza “e non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei”.

Nel lungo applauso che ha seguito l’ultima nota di “Firenze”, la Fortezza delle Verrucole è stata la cassa di risonanza per qualcosa di più di un semplice concerto: un atto d’amore, un dolce dialogo tra padre e figlio, tanto intimo da creare un’atmosfera suggestiva in cui addentrarsi in punta di piedi, per non interrompere l’incanto. Un padre strappato troppo presto all’amore del figlio, che continua a vivere nella sua voce e in quella musica che li ha tenuti uniti in un filo invisibile, più forte della morte.

Perché, come scriveva Ivan, “e la mia voce va, dietro a questa musica, che mi ha fatto compagnia.”

Foto di Elisa Togneri

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