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Redazione
ANNO XIVdomenica 10 Maggio 2026
san romano in garfagnana

‘Fioriture di Primavera’, anche la Comunità del Cibo a San Romano: “Riscopriamo l’agrobiodiversità”

La Comunità del Cibo e dell’Agrobiodiversità della Garfagnana sarà tra i protagonisti di “Fioriture di Primavera” in programma nel week-end (16 e 17 maggio) presso la stazione di Villetta San Romano in Garfagnana, portando al centro dell’evento il valore del cibo come espressione di territorio, relazione e cultura.

Tra stand enogastronomici con prodotti locali, esperienze di agricoltura sociale e laboratori aperti a tutte le età, il pubblico potrà entrare in contatto diretto con le realtà che ogni giorno custodiscono e rinnovano le tradizioni agricole della Garfagnana.

Un’occasione per scoprire sapori autentici, ma anche per comprendere il legame profondo tra biodiversità, comunità e sostenibilità.

Per l’occasione, La Gazzetta del Serchio ha intervistato la Prof.ssa Lucia Giovannetti che fa parte di questa comunità.

Che ruolo ha, per voi, il cibo nel raccontare l’identità e i valori del territorio?

“Il cibo ha, in questo senso, un ruolo assolutamente centrale, perché riguarda ognuno di noi, ogni giorno. ‘Siamo ciò che mangiamo’, in fondo. E optare per un cibo sano, locale e stagionale, ottenuto nel rispetto dell’ambiente e di chi lo produce, significa fare il bene anche del territorio nel quale viviamo, rispettarne le vocazioni e le tradizioni agricole e zootecniche”.

Cosa ‘racconta’ il cibo?

“La nostra Garfagnana, quello che è stata ma anche ciò che sarà, e da questa ‘narrazione gustosa’ riusciamo sempre a risalire alle interrelazioni uomo, ambiente e comunità. Missione prioritaria della nostra Comunità è proprio creare un’alleanza fra produttori e consumatori, trasformatori e ristoratori basata sul valore del cibo: veicolo di salute, fiducia, sostenibilità e cultura”.

Spesso sentiamo parlare di biodiversità come qualcosa di distante o tecnico…

“La scelta di prodotti alimentari del nostro territorio, derivati da specie e razze autoctone, è un contributo alla salvaguardia di patrimoni genetici che rischiamo sempre più di perdere a causa della globalizzazione. Una polenta ricavata dal granturco ‘Nano di Verni’, anziché una precotta a base di mais da agricoltura industriale, è, ad esempio, una scelta alimentare che sostiene in concreto l’agricoltura locale e di conseguenza il mantenimento dei paesaggi agrari tradizionali”.

Quanto incidono le scelte legate all’agrobiodiversità sulla vita quotidiana, sul paesaggio e perfino sul cibo che portiamo in tavola?

“L’agrobiodiversità si protegge mangiandola: se c’è richiesta di mele locali si mantengono i meleti, allo stesso modo il consumo di carne locale allevata all’aperto per il benessere animale salvaguarda i pascoli. Gli appezzamenti agrari e pascolativi ancora vitali tutelano la bellezza dei luoghi rendendoli più attraenti per chi qui vive e per i turisti”. 

Negli stand enogastronomici di “Fioriture di Primavera” saranno presenti realtà molto diverse tra loro: cosa accomuna queste esperienze e che immagine della Garfagnana raccontano insieme?

“Danno un’immagine di sinergia fra gli attori che credono nelle potenzialità della Garfagnana. L’amore per questa terra è il comune denominatore”.

I vostri laboratori che sono in programma coinvolgono anche bambini e famiglie: perché avete scelto un approccio esperienziale e sensoriale?

“Perchè questo è l’approccio giusto per coinvolgere, motivare e sperare di lasciare un segno incisivo, in giovani e meno giovani, pur con un taglio divertente e basato sul fare insieme”.

Quanto è importante oggi “fare rete” tra produttori, ristoratori e comunità locale?

“E’ fondamentale per potenziare l’economia legata all’agricoltura e all’allevamento ed anche per comunicare il valore che c’è nello scegliere il cibo locale che rappresenta la ricchezza dell’agrobiodiversità della Garfagnana e una scelta alimentare sana e sostenibile”.

Se una persona partecipa ai vostri appuntamenti, cosa vorreste che si portasse a casa?

“Un’esperienza significativa e divertente, attraverso la quale interiorizzare il concetto che la salvaguardia dell’agrobiodiversità ci riguarda molto da vicino: è fondamentale per il nostro benessere e quello del pianeta. Comprendere ciò è far proprio l’approccio ‘One health’: la salute umana, quella animale e dell’ecosistema sono strettamente interdipendenti”.

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