Carissim*,
si avvicina il solstizio d’estate — siete pronti? Anche se, diciamolo, l’estate pare già arrivata a gamba tesa, con temperature da “levati la maglietta anche da ferm*”.
E mentre voi siete spiaggiati con la sabbia nel costume, io mi sono fatta venire un’idea per la puntata di questa settimana. Sono in fissa con i podcast: dalla cronaca nera al trash d’eccellenza, passando per interviste e meditazioni. E l’altro giorno mi è capitato un episodio sulle superstizioni britanniche di Davide’s English. E lì ho pensato: “Caspita, questa è roba da condividere!”. Perché, come si dice? Paese che vai, superstizioni che ti fanno girare i santissimi.
Per chi non lo sapesse: io vivo tra tre mondi. Le superstizioni italiane (e toscane), quelle beninesi (ciao mamma!) e quelle britanniche. A volte mi viene il mal di testa solo a cercare di capire se oggi mi porta sfiga il gatto nero, il sale o il vento di nord-est.
Ma partiamo da Sua Maestà: l’Inghilterra.
1. Il gatto nero
In prima posizione troviamo proprio lui… e indovinate?! Porta fortuna. Bada te: mentre da noi viene scansato manco avesse la peste, in Gran Bretagna il gatto nero è considerato un talismano. Se ti attraversa la strada, devi pure fargli un cenno con la testa — tipo: “Buongiorno, signor Gatto”. Sì, davvero. Pare che questo gesto significhi che i tuoi guai stiano per finire.
Tutto nasce da una leggenda su Dick Whittington, un poveraccio del Trecento con un solo bene prezioso: un gatto nero. ‘Sto micio, abilissimo acchiappa-topi, salvò un palazzo reale infestato dai roditori. Il Re, riconoscente, regalò a Dick ricchezze e onori.
Morale: mai sottovalutare un micione nero e lucido.
2. Le gazze ladre (in inglese magpies)
Al secondo posto… troviamo i pennuti. Vederne una sola porta sfortuna; ma se ne vedi due in volo, porta fortuna! E se vuoi davvero giocartela bene, quando ne vedi una saluta con garbo: “Good morning, Mr. Magpie. How’s your wife?” _ (Fa ridere, lo so.) Facoltativo ma ben visto: sollevare il cappello, o far finta, se sei senza. Lo so cosa vi state chiedendo…e vi rispondo silenziosamente << e Sì, per Dio >>. Come se un po’ di savoir-faire potesse sistemare la giornata.
Ma non ci perdiamo per la via che non siamo neanche metà! Passiamo quindi alle scarpe nuove sul tavolo.
Gesto da evitare come il ketchup in un ristorante stellato. Origine? Ai tempi dei minatori, si mettevano le scarpe del defunto sul tavolo in segno di lutto. Gesto da cafoni, meglio non rischiare: scarpe nuove = per terra. Lontane dal tavolo e pure dalla tovaglia.
Ora state attenti perché riavvolgiamo il nastro e torniamo nell’antica Roma, dove troviamo i sette lunghi anni di sfiga per lo specchio rotto. Quanti di voi si sono scervellati sul perché 7 e non 3,5, 9 etc.? Beh, ve lo spiego subito. Nella cultura romana — influenzata da quella greca ed etrusca — il numero 7 aveva un’aura di completezza e mistero:
- 7 sono i giorni della settimana
- 7 erano i pianeti conosciuti all’epoca (Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno)
- 7 colli di Roma
- 7 re di Roma
- 7 meraviglie del mondo
- 7 i metalli sacri
Tutti elementi che davano al 7 un alone mistico e ciclico. Quindi ricapitoliamo: rompere uno specchio equivale davvero a sette anni di sfortuna? Trauma spirituale assicurato! Si credeva che lo specchio riflettesse una parte dell’anima … e quest’ultima poveraccia si rigenera proprio ogni sette.
Al quinto posto delle stranezze, rullo di tamburi, troviamo: Acchiappare le foglie al volo. In autunno, se riesci a prendere una foglia prima che tocchi terra, avrai un anno di fortuna. Quindi, se vedi dei britannici lanciarsi nei parchi come ninja, tranquilli: stanno solo cercando di migliorare il proprio oroscopo.
Al sesto posto troviamo il sale versato? Rimedio pronto
Se versi il sale, l’unico modo per evitare la sfortuna è lanciarne un pizzico dietro la spalla sinistra… (perché così a regola dovresti centrare l’occhio del demone). Anche da noi si fa — vedi? Ogni tanto Italia e UK si stringono la mano. Occhio solo a non centrare nessuno dietro di te. Attenzione porta bene, ma non evita le denunce. E per la vostra gioia siamo arrivati in fondo, ultimo posto e assolutamente il mio preferito abbiamoil quadrifoglio. Cercato da generazioni, avvistato quanto un unicorno. Se lo trovi, porta fortuna. Ogni foglia ha un significato: fede, speranza, amore e… fortuna. (Se te lo tatuassi, varrebbe lo stesso? Chiedo per un’amica.) Ovviamente non finiscono qui, non ci scordiamo venerdì 13 e venerdi 17 ( c’è gente che non esce di casa per questo), e il ferro di cavallo da appendere con le punte in sù.
E ora… tocca alla Toscana (e no non ce la scampiamo)
Anche noi abbiamo le nostre perle, eh. Tipo i riti legati alla Festa di San Giovanni, che coincide proprio con il solstizio d’estate. A Firenze, la sera del 24 giugno, i Lungarni si illuminano con i famosi Fochi di San Giovanni. Ma la vera magia sta nella rugiada della notte:
– Si raccoglie all’alba per usarla sui capelli (fa miracoli, dicono).
– Si bagna il materasso per scacciare le tarme (non provateci a casa).
– E se una donna vuole rimanere incinta… pare che rotolarsi nell’erba bagnata aiuti.
Non garantisco risultati, ma vuoi mettere la scena? Bucolica deluxe.
E voi? Ci credete alle superstizioni? O fate i fenomeni, ma intanto battete le nocche sul legno?
Scrivetemi le vostre stranezze portafortuna; ché tanto qui si fa per ridere… o forse no?
Alla prossima,
Lovely to see you!
T&R








