Il sindaco di Fabbriche di Vergemoli ed esponente di Fratelli d’Italia, Michele Giannini, risponde alle dichiarazioni dell’assessore regionale Alessandra Nardini sul convegno Pro Vita & Famiglia.
“Leggo con sconcerto le parole dell’assessore regionale Alessandra Nardini – esordisce Giannini – che, invece di esercitare il proprio ruolo istituzionale con rispetto e responsabilità, si lancia in dichiarazioni offensive e ideologiche contro un evento pubblico regolarmente autorizzato, che ha visto la partecipazione di cittadini, amministratori e rappresentanti del mondo associativo in modo pacifico e civile”.
“Arriva persino a definire il Generale Roberto Vannacci come ‘omofobo’ – incalza -, quando invece il suo intervento – che ho ascoltato con interesse e che condivido – era focalizzato su questioni legate alle risorse e all’energia. Parlare di “vergogna” per un patrocinio comunale, come ha fatto l’assessore, è una caduta di stile istituzionale che non possiamo ignorare”.
“Ricordo che la sala dell’Auditorium San Romano è stata concessa, come sempre, a chi ne ha fatto richiesta nel rispetto delle norme – sottolinea il sindaco di FdI -, proprio perché il Comune rappresenta tutti e tutte, anche chi ha opinioni diverse da quelle dell’assessore. Se per la sinistra la libertà di espressione esiste solo quando coincide con la propria visione ideologica, allora il problema non è del Comune di Lucca, ma di una certa sinistra che ha smesso da tempo di credere nel confronto democratico. Fa sorridere che oggi si accusi questa amministrazione di “dividere” mentre fu l’allora sindaco Tambellini, appena rieletto, a parlare pubblicamente della “Lucca Buona” che aveva vinto, escludendo implicitamente tutti quelli che non lo avevano votato. Quello sì che fu un messaggio divisivo. Anche il consigliere Bianucci, che oggi si scandalizza, era presente fisicamente in mezzo ai cori d’odio lanciati fuori dalla sala. Sarebbe interessante capire se condivide anche il contenuto di quegli slogan violenti”.
“Questa amministrazione – dichiara Giannini – ha scelto consapevolmente di uscire dalla rete Re.A.Dy. non perché non riconosca la dignità di ogni persona, ma perché ha aderito al Network Nazionale dei Comuni “Amici della Famiglia”, un’iniziativa che promuove buone politiche a sostegno della famiglia, della natalità e dell’infanzia. Politiche concrete, non simboliche. Meno bandiere, più servizi”.
“Le parole dell’assessore Nardini sono inaccettabili – attacca il sindaco – anche sotto un altro punto di vista: sono parole ideologiche, eppure nulla dice sulle vere emergenze della provincia di Lucca. Politicamente parlando, forse all’assessore Nardini non conviene portare risorse qui? Perché, mi chiedo, sono solo 11 i medici al pronto soccorso del San Luca, quando dovrebbero essere 18? Perché mancano ancora 60 posti letto, su un totale promesso di 410? La sanità lucchese è al collasso, i cittadini sono stanchi di aspettare ore in barella, ma l’assessora preferisce occuparsi di convegni e patrocini invece di pensare alla salute reale delle persone”.
“Invito la giunta regionale a uscire dalla trincea ideologica – conclude Michele Giannini – e a rientrare nei territori, non solo a Firenze e dintorni, ma anche in provincia di Lucca, dove i bisogni dei cittadini sono concreti e urgenti. Noi, da parte nostra, continueremo a garantire spazi di espressione per tutti, nel rispetto della legge e della pluralità democratica”.
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