Prevenzione, diagnosi precoce, cura e riabilitazione. “In Toscana la salute visiva si costruisce attraverso anche una rete che mette in relazione istituzioni, sistema sanitario, università, professionisti e associazioni”. Lo ricorda il presidente della Toscana Eugenio Giani e lo ricordano la fondazione Iapb Italia Ets, sezione italiana dell’agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, e l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici). Il secondo giovedì di ottobre si celebra la giornata mondiale della vista, ottobre diventa il mese della prevenzione e a Palazzo Strozzi Sacrati è stato organizzato un momento di riflessione con la partecipazione di esperti e rappresentanti dell’oftalmologia e della riabilitazione visiva toscana.
“Sono ventisei anni che celebriamo questa giornata. Viene fatto in almeno centoquaranta paesi nel mondo e l’8 ottobre ricordiamo anzitutto l’importanza dell’attenzione alla prevenzione” spiega Giorgio Ricci, delegato regionale della Fondazione Iapb Italia.
“Fate visite di prevenzione – invita Massimo Diodati, presidente del Consiglio regionale toscano dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti – , perché l’occhio non fa male, molte patologie si sviluppano in modo silenziosa e quando alla fine ci muoviamo rischia di essere tardi. Prevenzione, intervento precoce, riabilitazione e ricerca sono le parole che ci devono guidare”.
Diagnosi precoce per prevenire
Firenze e la Toscana sono al centro della ricerca internazionale: nonostante però l’evoluzione tecnologica che pure c’è stata, ci sono ancora oggi patologie, come il glaucoma, responsabile del trenta per cento di casi di cecità e insorgono in modo asintomatico o per lungo tempo non manifestano sintomi evidenti. Non sono da meno maculopatie e reinopatie diabetiche. L’obiettivo è prevenire prima che la perdita visiva diventi irreversibile. La diagnosi precoce e gli screening rappresentano strumenti fondamentali per preservare la funzione
«La prevenzione diventa decisiva per alcune patologie e lo vediamo nella pratica quotidiana», sottolinea Fabrizio Giansanti, direttore della Clinica Oculistica di Firenze. La prevenzione assume un’importanza particolare anche in età pediatrica. «Le patologie pediatriche hanno una loro specificità, ma la prevenzione e la diagnosi precoce fanno davvero la differenza, anche prima della nascita» sottolinea Roberto Caputo, direttore dell’Oculistica dell’Ospedale Pediatrico Meyer. Nei bambini il cosiddetto ‘occhio pigro’ (e dunque la miopia) è sicuramente il problema più ricorrente, ma anche glaucoma e cataratte, sia pur con numeri piccoli, possono interessare piccoli pazienti.
In tutto questo diventa importante la rete territoriale, baricentrica rispetto ad ospedali e centri specializzati. “Una patologia in crescita come quella del diabete fa aumentare il numero di screening necessari e la tecnologia ci può aiutare ad avvicinarci ai pazienti senza farli fisicamente spostare” evidenzia Francesco Barca, direttore della Soc di Oculistica dell’ospedale Palagi di Firenze.
La rete di riabilitazione
Quando la perdita visiva non può essere evitata, la riabilitazione diventa parte integrante della presa in carico della persona: essenziale quando accade in età avanzata e dopo una vita passata senza avere avuto problemi agli occhi, anche per contrastare crisi depressive ed isolamento, ,ma altrettanto importante nel caso di perdita visiva in età pediatrica. In Toscana questo percorso si è sviluppato attraverso la collaborazione tra strutture sanitarie, università e centri specializzati. La presenza della riabilitazione visiva nell’ambito delle tre università toscane, insieme agli altri centri presenti sul territorio regionale, ha contribuito a costruire una rete di competenze cliniche, accademiche e riabilitative. Sono cinque i centri di riferimento importanti in Toscana, tutti all’interno del servizio sanitario pubblico.
«Diventare ipovedente grave può essere vissuto come un dramma umano e la riabilitazione visiva apre un percorso di reinclusione e di senso della vita» spiega Gianni Virgili, direttore del Centro di Riabilitazione Visiva di Careggi. L’obiettivo è valorizzare il residuo visivo e sostenere la persona nel recupero della maggiore autonomia possibile, dalla mobilità allo studio, dal lavoro alla partecipazione alla vita sociale. In questo senso la Toscana due strutture uniche in Italia, pubbliche e regionali, come la Scuola Cani Guida e la Stamperia Braille.
La collaborazione tra Iapb e sanità
La costruzione di una rete passa anche dalla collaborazione concreta tra organizzazioni e strutture sanitarie. «Con IAPB abbiamo da anni condiviso un comune percorso per il follow-up del paziente con retinopatia diabetica, con la messa a disposizione di un retinografo» ricorda ancorta Francesco Barca, direttore della SOC di Oculistica dell’Ospedale Palagi di Firenze.
Dalla Toscana al mondo
Ma l’impegno per la salute visiva supera anche i confini regionali e nazionali. La Toscana contribuisce alla lotta alla cecità evitabile nei Paesi più poveri del mondo, cofinanziando progetti di cooperazione sanitaria internazionale, in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità. In un progetto che interessa il Nord del Kenya, in Africa, è coinvolta anche Iapb Toscana. In precedenza un altro progetto aveva riguardato il Burkina Faso.
Se la sanità non è per tutti, cessa di essere un diritto e diventa un privilegio: una prospettiva inammissibile. Lo diceva Gino Strada, medico e fondatore di EmergencY, e le sue parole riecheggiano nel corso degli interventi. In Africa e nei paesi meno sviluppati si può perdere la vista e non vedere più per una banale cataratta, che nei paesi sviluppati si risolve con un intervento di dieci minuti ma che lì diventa più complicato. “Fare cooperazione in quei contesti – spiega Roberto Caputo, direttore dell’Oculistica dell’Ospedale Pediatrico Meyer – vuol dire andare a formare non solo i medici ma anche gli infermieri tutto-fare dei villaggi, vuole dire fare screening nelle scuole e tra gli adulti”. Vuol dire anche semplicemente far passare l’informazione che certe patologie sono curabili e spiegare a chi rivolgersi.
Una rete per essere autonomi
“Fare rete significa mettere in comune competenze, esperienze e risorse per offrire risposte più efficaci alle persone – concordano Giani, Iapb Italia Ets e Uici – .Questa rete serve a prevenire quando è possibile, curare quando necessarie riabilitare quando la vista è compromessa”. La salute degli occhi vuol dire infatti anche autonomia, dignità, partecipazione e qualità della vita. Un impegno che deve riguardare tutti. Intanto in questa settimana vari eventi di screening e controlli saranno organizzati sul territorio regionale, in ospedale o attraverso unità mobili.