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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
inchiesta

Gli italiani in vacanza: chi sono, dove vanno e quanto spendono

Andata e ritorno degli italiani, popolo “vacanziero”. Quanti sono e quanti saranno? Secondo i dati dell’Osservatorio Turistico – SWG, 30 milioni di italiani in vacanza per una spesa complessiva di 35 milioni di euro, 1594 euro a famiglia. Il trend regionale si attesta su dati similari: Toscana con 1,9 milioni di persone in spostamento e 2,2 miliardi di spesa complessiva. In crescita del 5 per cento rispetto alla stagione 2024.

Quali sono le mete privilegiate dagli italiani? In pole position le zone montane e balneari: Trentino Alto Adige, Val d’Aosta, Capri, Sicilia e Sardegna. Privilegiati, poi, i viaggi in Europa con Spagna, Grecia, Francia e Portogallo. E le destinazioni oltreoceano: Africa, Asia, Messico e crociere nei mari del nord.

Un fenomeno sociale e culturale, quello delle vacanze, che ha trasformato l’identità italiana attraverso i passaggi storici. La villeggiatura degli anni 60’, ritratta nelle immagini icone del tempo, estrapola umanità al mare e in montagna in alberghi e pensioni a basso costo, aggregazioni di famiglie in cerca di calore e intimità. Le mète esotiche neanche considerate, o quantomeno ad appannaggio di pochi turisti illuminati.

Poche le auto, il treno il mezzo più accessibile e veloce. Di viaggi aerei neanche a parlarne. Gli anni 80’-90’ e il livellamento economico-sociale ha sdoganato per sempre il concetto di vacanza “fuori porta”. Un mondo nuovo, con servizi all’avanguardia e un immersione totale nella notte, tabù dei decenni passati. Enfasi, libertà e benessere con un boom economico posticipato, con la nascita “a fungo” di villaggi turistici, discoteche e seconde case. La cultura, lo sport e la musica diventano lo sfondo reale di generazioni in piena libertà. All-inclusive che aprirà le porte alla vera e attuale globalizzazione, verosimilmente sulla scia di un desiderio, che sappiamo genera l’impossibile. E oggi chi siamo, chi sono gli italiani in vacanza? E qual è la rappresentazione di un fenomeno trasversale che sembra non avere barriere sociali né economiche?

Chiediamo il punto di incontro o di rottura alla dottoressa Marcella Cappelli, sociologa.

Dottoressa qual è il valore simbolico attuale della vacanza?

“È cambiato tantissimo nel tempo, è un fenomeno che identifica, espone e da una connotazione sociale ben precisa. Ovviamente illusoria. È un desiderio indotto”.

Quanto sono cambiate le modalità di approccio nello scegliere una vacanza?

“Prima della globalizzazione e dell’avvento dei social, andare in vacanza significava staccare dalla routine, riposare e divertirsi, oggi ahimè assistiamo ad un contesto non propriamente positivo, dove spesso è più importante apparire rispetto ad essere. I social media hanno innescato una sorta di competizione, dove condividere immagini- viaggi diventa un rinforzo positivo per l’approvazione di se stessi. C’è un distacco totale, in cui la persona ha identità solo attraverso like. Insomma postare significa essere. Per fortuna esistono ancora persone che scelgono percorsi turistici differenti sulla scia di vacanze a ritmo lento, tra natura e benessere”.

Che cosa rappresenta il ritorno da un viaggio in senso metaforico?

“La resa dei conti, se il percorso è stato soltanto quello di esserci e di apparire a tutti i costi. E allora possiamo assistere ad un senso di delusione sulla scia e conseguenza di aspettative troppo grandi e poco attinenti alla realtà. Diversamente, chi ha scelto di seguire un percorso in linea con i propri desideri avrà un bagaglio personale ricco di esperienze ed emozioni”.

L’esperta ci insegna che il viaggio dovrebbe essere una partenza e un ritorno al nostro mondo interiore ed esteriore. “L’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito, torna diverso” diceva Anne Carson.

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