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Redazione
ANNO XIVmercoledì 23 Settembre 2026
il teatro è servito

“Glory Days” in Rimini: suona ‘rock-n-roll’ il compleanno di Bruce Springsteen

Dal 17 al 20 settembre ho partecipato ai “Glory Days in Rimini”. È un festival, giunto alla 27^ edizione, dedicato a Springsteen ed è il più famoso e longevo italiano: iniziò come omaggio al Boss per i suoi 50 anni nel 1999. 

Il 23 di settembre Springsteen compie esattamente 77 anni (!). Le date del festival sono programmate vicino al suo compleanno, ovviamente a seconda delle disponibilità organizzative. Ci sono già quelle per il prossimo anno, dal 16 al 19 settembre 2027: potete trovare tutto sui social o sul sito https://www.glorydaysinrimini.net

Molte volte ci sono state anche delle versioni più brevi, in primavera o in inverno. L’organizzatore principale è Lorenzo Semprini, musicista amante del Boss, che ha una lunga carriera musicale con un suo gruppo “I Miami & the Groovers”. Nel festival fa di tutto: suona, organizza, accoglie e molto altro. Nella sua carriera ha suonato anche con Springsteen, in un corcerto benefico a cui era stato invitato alcuni anni fa. Sulla cinghia della sua chitarra c’è scritto “this machine kills fascist“, parafrasando il famoso motto di Woody Guthrie quando venne a combattere in Europa durante la seconda guerra mondiale.

L’organizzazione di un festival del genere non è facile: ogni anno, Lorenzo e i suoi collaboratori si impegnano a trovare musicisti o band di grande livello per proporre la loro musica, insieme a quella del Boss, a una platea molto folta in cui si possono trovare gli springsteeniani convinti – quelli, ad esempio, che vanno ai suoi concerti in tutto il mondo – e altri che, semplicemente, amano la sua musica o, in generale, il rock’n’roll. 

Il tema del festival viene scelto dagli organizzatori ed è legato a tematiche attuali intrecciate con gli album o le scelte di Springsteen. Quest’anno il titolo dell’evento è stato “This land is your land”, tratto da un famoso brano di Woody Guthrie, cantato da tutti i musicisti americani e considerato “il manifesto fondativo della canzone di protesta e della musica folk impegnata negli Stati Uniti“. Springsteen lo cantò sulle scale del Campidoglio insiema a Pete Segeer – anche lui indomito folk singer ultraottantenne – all’indomani dell’elezione di Obama nel 2009. 

Il 2026 è il ventennale del famoso album di Springsteen “We Shall Overcome: The Seeger Sessions”, album tributo a Pete Seeger e contenente brani di protesta e spiritual degli schiavi americani costretti a lavorare nelle piantagioni di cotone nel sud degli Usa – riproposti in versione folk, accompagnata da un nutrito gruppo di ottoni. 

Lorenzo Semprini e tutta la Glory Day Band – anzi, per l’occasione, la Bound For Glory Band – hanno riproposto alcuni brani di quell’album con, in aggiunta, altri aventi tematiche più attuali.

Tutto questo ha fatto sì che l’edizione del festival sia stata grandiosa. Naturalmente, anche gli ospiti internazionali ci hanno messo del loro: uno su tutti, Elliot Murphy, musicista americano, coadiuvato dal suo collaboratore Olivier Durand, un chitarrista d’eccezione. La presentazione di Elliot Murphy l’ha fatta Luca De Gennaro (storico condutture radio, amico e fan dei Glory Days) con una lunga intervista in cui Murphy ha raccontato dei suoi esordi, di aver fatto la comparsa in “Roma” di Fellini e di essere felice di trovarsi proprio nella sua città.

Tra le sorprese dei Glory Days anche Ward Hayden & The Outliers, un gruppo folk interessante e divertente, arrivato da Boston per la sua prima data assoluta in Italia. La band ha colto lo spirito del festival ed ha suonato con gli altri musicisti per rendere indimenticabile questa edizione. 

Ha scritto Lorenzo Semprini, a conclusione del festival, in un post sui social: «…quello che è successo in questo lungo weekend è una tappa di un percorso che abbiamo costruito con pazienza, sudore, lacrime e un po’ di sangue dal 1999 in poi. Non abbiamo MAI voluto che i Glory days diventassero un luogo di ritrovo per cultori del culto. E ce l’abbiamo fatta. La maturità del nostro pubblico, l’affetto, il sentirsi parte di una comunità (dei Glory days) è qualcosa che è entrata 𝐃𝐄𝐅𝐈𝐍𝐈𝐓𝐈𝐕𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 nel modo di “vivere” i Glory days. Quello che abbiamo visto ma soprattutto SENTITO (non solo con le orecchie) in questi giorni è qualcosa che va oltre, va oltre a tutto. E’ il sapere che puoi contare su chi è vicino a te, che tu lo conosca o meno, sia che abbia fatto pochi km da casa o che sia arrivato dagli Stati Uniti, o dalla Germania, o dall’Austria, o dalla Svizzera, o da Londra, da Reggio Emilia o da Bari, o da Torino o Gorizia. Grazie dal profondo dei nostri cuori. Perché oggi sentiamo più di ieri di avere fatto le cose nel modo giusto e che voi ci avete aiutato in questo lungo viaggio». 

Il programma ha coinvolto alcuni storici locali di Rimini come il Rockisland, Hobo’s, l’Admiral Art Hotel, e il Rose & Crown. La serata principale è stata, invece, nel centro storico di Rimini, nella suggestiva “Corte degli Agostiniani”. I musicisti italiani sono stati tantissimi e, quando si ritrovano a suonare insieme, fanno letteralmente scintille. Forse non ricordo i nomi di tutti. Ma con Lorenzo Semprini, c’erano Renato Tammi, Daniele Tenca, Luca Mirti, Anthony Basso, John Strada, Rimini Classics, Alessio Raffaelli, Simone Bertanza, Roberta Finocchiaro, Carlo Ozzella, il giovanissimo Liam Semprini, The Mama Bluegrass Band, Diego Mercuri, i Corone (coro); e poi, ovviamente, i Bound for Glory Band. Più molti altri: tra gli ospiti internazionali, anche JC & The Tree dall’Australia e Teye dalla Spagna.

E’ stata un’occasione per incontrare vecchi amici, parlare (ovviamente) di Springsteen, ma anche della sua America, della situazione attuale che lo ha visto in prima linea a protestare calorosamente contro il presidente e la sua amministrazione – tanto che il dibattito su “impegno sì o no” è incredibilmente attuale e l’ultimo coinvolto è stato Ed Sheeran. E poi si è parlato di musica, dei concerti visti o persi e di quelli futuri. Infine è stata un’opportunità per farsi nuovi amici, condividere pensieri e storie: come quella di Paulus, che rimane nei nostri cuori, a cui era dedicato un pezzo importante di questi Glory Days. 

Rimini è un posto davvero bello. Siamo stati davvero bene. E poi viverci dentro, partecipando agli eventi dei Glory Days, è davvero come vivere giorni pieni di gloria… Anche se il senso del brano di Springsteen è molto più nostalgico e triste, il suo ritmo lo tradisce e diventa  grandioso e festaiolo.

Seguitemi, nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo: la musica, certo, non manca mai, nella mia rubrica. E quella di Springsteen, in primis. L’autunno è arrivato e, sicuramente, ci saranno grandi cose da vedere e condividere…

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