Giovedì 13 agosto, nel suggestivo scenario del Portone a Villa a Roggio, il Comune di Pescaglia ha dedicato una serata speciale alla figura di Silvio Micheli, autore del celebre Pane duro – romanzo con cui nel 1946 ottenne il Premio Viareggio Répaci – e di numerose opere narrative e d’inchiesta pubblicate dai maggiori editori italiani e internazionali.
La scelta del luogo non è stata casuale: proprio qui, a Villa a Roggio, Micheli soggiornò a lungo, mantenendo per tutta la vita un legame profondo con il paese e con la sua comunità.
La serata, intitolata “Silvio Micheli, uno scrittore a Villa a Roggio”, è stata promossa e curata dal Comune di Pescaglia e ha visto una partecipazione numerosa e attenta. A ripercorrere la vita e l’opera dello scrittore è stato Riccardo Micheli, nipote dell’autore, anch’egli scrittore e già assessore del Comune di Camaiore. Con tono appassionato e ricco di dettagli, Riccardo Micheli ha raccontato episodi, ricordi familiari e momenti significativi della carriera del celebre zio, restituendo al pubblico la complessità di una figura letteraria eclettica e vivace.
L’apertura della serata è stata affidata a Elisabetta Simi, presidente del Consiglio Comunale di Pescaglia, che ha letto una preziosa lettera inviata da Cesare Pavese a Micheli nell’agosto del 1945. In quel testo, Pavese esortava il giovane autore a proseguire la stesura di “Pane duro”, riconoscendo già allora la forza narrativa dell’opera e il talento del suo autore. Una testimonianza di grande valore, che ricorda il rapporto di stima e amicizia che legò Micheli a figure come Pavese, Italo Calvino e Natalia Ginzburg.
A dialogare con Riccardo Micheli è stato Alberto Marchi, che ha introdotto il tema della serata soffermandosi sul rapporto letterario tra Pavese e Micheli, e mostrando al pubblico la prima edizione di Pane duro con dedica autografa, un documento di grande interesse storico e culturale.
Nel corso dell’incontro sono stati ricordati i molti aspetti della carriera di Micheli: autore di romanzi come “Tutta la verità” e “Un figlio ella disse” (Einaudi), fondatore della rivista Darsena nuova, direttore di Rete Versilia, e vincitore per la seconda volta del Premio Viareggio-Répaci nel 1959 con L’Artiglio ha confessato. Una figura poliedrica, capace di attraversare generi diversi e di raccontare con profondità la società del suo tempo.
Riccardo Micheli ha poi parlato delle proprie opere, in cui alterna autobiografia e finzione per raccontare la Viareggio della sua vita e la Villa a Roggio che, come per suo zio, rimane un luogo del cuore. Tra i suoi lavori più recenti sono stati citati “Quell’ultimo gradino insieme” (Pezzini Editore, 2025) e “Le scelte dentro” (Pezzini Editore, 2023), dove tratteggia anche figure significative della comunità locale.
La serata si è conclusa con un rinfresco offerto dai paesani, che ha trasformato l’incontro in un momento di convivialità e condivisione, confermando il forte legame tra Villa a Roggio e la memoria di Silvio Micheli.
L’iniziativa rappresenta la prima di una serie di appuntamenti che il Comune di Pescaglia intende dedicare alla valorizzazione della presenza dello scrittore nel territorio, con l’obiettivo di mantenere vivo il suo ricordo e di promuovere la cultura come elemento identitario della comunità.
