Ci sono canzoni che basta nominare per ricordarsi immediatamente dove eravamo quando le ascoltavamo. E Marco Masini, di canzoni così, ne ha scritte parecchie. Ieri sera quelle canzoni sono arrivate alla Fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo di Garfagnana, dove Marco Masini è stato protagonista di uno degli appuntamenti di “Mont’Alfonso sotto le stelle 2026”.
Un artista toscano, fiorentino, che in oltre 35 anni di carriera ha attraversato stagioni molto diverse della musica italiana senza perdere una caratteristica: essere immediatamente riconoscibile. La voce, certamente. Ma soprattutto le parole.
Masini ha cantato l’amore senza renderlo necessariamente romantico, la rabbia senza nasconderla, le separazioni, le fragilità, le cadute e quella capacità, non sempre semplice, di ricominciare. Una storia cominciata nel 1990 con la vittoria tra le Novità del Festival di Sanremo con “Disperato” e proseguita con brani come “Ci vorrebbe il mare”, “Perché lo fai”, “T’innamorerai”, “Bella stronza”, fino alla vittoria assoluta a Sanremo nel 2004 con “L’uomo volante”.
A Mont’Alfonso passato e presente si sono incontrati. Masini è arrivato in Garfagnana con il Live 2026, dopo la partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo con Fedez e “Male Necessario” e con il nuovo album “Perfetto Imperfetto”. Una nuova pagina che si è affiancata alle canzoni che hanno segnato la sua storia e che, dopo tanti anni, continuano ad appartenere a generazioni diverse. Perché certi brani rimangono inevitabilmente legati al tempo in cui sono nati, ma poi continuano a camminare insieme a chi li ha ascoltati.
E poi c’era Mont’Alfonso. Perché ascoltare quelle canzoni dentro una fortezza è inevitabilmente diverso. La Fortezza di Mont’Alfonso, con Castelnuovo sotto e le montagne intorno, è ormai uno dei luoghi simbolo dell’estate culturale della Garfagnana. La serata è cominciata prima ancora che Masini salisse sul palco: la salita verso la Fortezza, le mura, il panorama al tramonto e la cena proposta dall’Associazione Nazionale Autieri d’Italia, con alcuni piatti legati alla cucina del territorio.
Poi la sera, il palco e la musica. È questa una delle particolarità di Mont’Alfonso sotto le stelle: la Fortezza non è semplicemente il luogo che ospita un concerto. È un racconto vivo, dove anche le mura parlano e raccontano una storia che non si ferma a Mont’Alfonso.
Arrivare fin quassù per ascoltare Marco Masini può diventare così anche il primo incontro con un’altra Garfagnana: quella degli Estensi, ancora oggi leggibile nelle fortezze, nelle rocche, nei palazzi e nei luoghi disseminati sul territorio. Un vero e proprio museo diffuso, che dalla Fortezza continua fuori dalle sue mura. Un patrimonio che non finisce quando si spengono le luci del palco.
Il concerto è il motivo per arrivare. La curiosità può diventare il motivo per tornare. Tornare per conoscere quei luoghi, attraversarli e scoprire una storia che Mont’Alfonso, per una sera, ha fatto appena intravedere. Solo un giorno prima, alle 4.45 del mattino di Ferragosto, la stessa Fortezza aveva accolto il pianoforte solo di Patrizio Fariselli, mentre la notte lasciava lentamente spazio all’alba.
Domenica sera Mont’Alfonso ha cambiato completamente voce. Quella graffiante e inconfondibile di Marco Masini, una band e oltre 35 anni di canzoni. Perché forse è proprio questo il bello di certi concerti: scoprire che una canzone ascoltata trent’anni fa non è rimasta trent’anni fa. Ha continuato a viaggiare con noi. Domenica sera ha fatto tappa in Garfagnana.





