Non è stata una stagione facile. Anzi, per molti tratti è sembrata una salita continua, fatta di difficoltà, episodi sfortunati e anche qualche situazione che ha fatto discutere. Ma alla fine, come spesso accade, è stato il campo a parlare. E il campo ha detto che la Corsagna è salva.
Un traguardo tutt’altro che scontato, conquistato con sacrificio, determinazione e soprattutto con il cuore. Perché questa non è solo una squadra: è Corsagna. È un paese intero che si riconosce in quei colori, che soffre e gioisce insieme, che la domenica si ritrova e si stringe attorno alla propria squadra.
Un ringraziamento sincero va al mister Francesco Piercecchi e a tutto lo staff tecnico, che hanno svolto un ruolo fondamentale per tutta la durata del campionato. Il mister, come sempre, è stato il punto di riferimento: ha messo il cuore, ha tenuto unito il gruppo e ha creduto nella salvezza fino in fondo.
Facciamo i nostri più sinceri complimenti alla Carrarese Giovani per la vittoria del campionato, e all’Atletico Lucca per aver raggiunto gli spareggi interregionali. Adesso è il momento di fermarsi un attimo, tirare il fiato, ma con una certezza che riempie di orgoglio tutto il paese: Corsagna anche il prossimo anno giocherà in Prima Categoria.
La Gazzetta del Serchio ha intervistato il presidente Sabatino Lucchesi dopo l’importante risultato raggiunto.
Presidente, questa salvezza che sapore ha?
«Ha il sapore della fatica, ma anche della soddisfazione. Non è stato un anno semplice, ma i ragazzi hanno dimostrato attaccamento e carattere. E questo, a Corsagna, conta più di tutto.»
Quanto ha inciso il legame con il paese?
«Tantissimo. Qui non giochi solo per una squadra, giochi per la tua gente. E quando senti questo, trovi sempre qualcosa in più dentro di te.»
C’è stato un momento decisivo?
«Più di uno. Ma la cosa più importante è che non ci siamo mai disuniti. Nei momenti difficili siamo rimasti compatti, ed è lì che si costruiscono le salvezze.»
E ora, lo sguardo va già al futuro?
«Sì, ma con calma. Prima ci godiamo questo risultato. Poi ripartiremo con l’obiettivo di fare meglio, ma sempre con lo spirito che ci contraddistingue.»
Una squadra. Un paese. Un’identità che resiste. Corsagna c’è. E resta in Prima.
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