Dove eravamo rimasti? Al 22 maggio 2000. Un quarto di secolo, quindi, dall’ultima tappa del Giro d’Italia attraverso la montagna di San Pellegrino in Alpe nel comune di Castiglione di Garfagnana. Maglia rosa: Francesco Casagrande. Una storica arrampicata, di Pantani e Cipollini, immagine mai dissolta nei vecchi appassionati del paese. E ora grande attesa per mercoledì 21 maggio, un amarcord che il paese abitato più alto dell’Appennino rivivrà con i soliti orgoglio e partecipazione.
Dalla Toscana all’Emilia: Viareggio-Castelnuovo ne’ Monti, in un percorso di 186 chilometri. Una macchina organizzativa dell’unica struttura ricettiva presente in paese. Una performance stoica, quasi come i tornanti che i ciclisti dovranno affrontare e che oscillano tra il 18-20 per cento di pendenza, nei punti cardine, ovvero: “Boccaia”, “Faggette” e “Madonnina”. Sudore e sangue per un percorso atletico quasi fuori da ogni immaginazione. Tre chilometri da brivido anche per atleti dalle mie battaglie! Una stima, forse per difetto, prevede l’arrivo di 20 mila persone nel borgo che ne conta, stabilmente, 10.
Il grande Gino Bartali – che, insieme a Fausto Coppi, ha reso il giro ciclistico famoso nel mondo – ha permesso la tappa a San Pellegrino, per la prima volta, nel 1986. Una sfida, quella del campione fiorentino, che ha immortalato e reso storici gli impossibili tornanti di questo borgo antico, posto a cavallo tra Toscana e Emilia Romagna.
Tanti ricordi, tanti aneddoti che richiamano lo sport a due ruote. Numerosi personaggi – amanti del primo sport nazionale del dopoguerra – passati da quelle parti, da quella piazza storica. A partire dai campionissimi Cassani, Riccò. O come Romano Prodi, presidente allora della commissione europea, ospite annuale in pantaloncini e maglietta; e poi tale Bertozzi, classe 1916, tenente colonnello dei bersaglieri che, fino agli anni 2000, faceva tappa a San Pellegrino dopo una scarpinata ciclistica di 100 chilometri. E i tanti sponsor dell’era pre-digitale: scuderie come Fanini, Mercatone Uno che hanno lanciato tanti grandi campioni.
Un exploit di colore, un evento di grande richiamo sportivo e turistico. Una rivincita alla grande, per un fazzoletto di terra magico e solitario.
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