A dir la verità non sono una persona che frequenta molto i cimiteri.
Non amo andarci spesso, forse perché certi dolori ognuno li custodisce a modo suo, nel cuore e nei ricordi quotidiani. Però oggi ho sentito il dovere di andare a trovare la mia mamma al cimitero di Corsagna. Domenica sarà la Festa della Mamma e mi sembrava giusto fermarmi qualche minuto davanti alla sua tomba.
Sono salito al cimitero monumentale di Corsagna, quello accanto alla chiesa, un luogo che per storia, posizione e memoria dovrebbe essere uno dei luoghi più belli e rispettati della nostra comunità. E invece sono tornato via con una grande amarezza.
La documentazione fotografica parla da sola.
Erba alta, monumenti caduti o danneggiati, tombe sfregiate dal tempo e dall’abbandono, angoli lasciati al degrado. Un’immagine che ferisce. E non perché si pretenda il lusso o la perfezione, ma perché quel luogo rappresenta la memoria dei nostri genitori, dei nostri nonni, delle persone che hanno costruito il nostro paese.
Non scrivo queste parole per polemica.
Chi amministra sa bene quali siano i propri doveri, così come li conosce chi rappresenta le istituzioni e la comunità. Ma credo che davanti a certe situazioni il silenzio non aiuti nessuno.
E devo dire la verità: rimango deluso anche dal fatto che tutto questo sembri ormai normale. Possibile che nessuno dica niente? Possibile che uno scempio simile venga accettato con rassegnazione?
Un cimitero non è soltanto un luogo di morte.
È un luogo della memoria, del rispetto, delle radici. È il posto dove riposano le persone che ci hanno insegnato a vivere, a lavorare, a voler bene. Trascurarlo significa trascurare una parte della nostra storia.
Poi è vero anche un’altra cosa, forse la più amara.
Oggi le persone si guardano, si aiutano e si cercano soprattutto quando sono vive. Ed è giusto così. Forse il messaggio che il tempo ci sta consegnando è proprio questo: meno fiori dopo, più presenza prima.
Ma anche questo non dovrebbe autorizzarci a lasciare andare i nostri cimiteri nell’abbandono.
Perché il rispetto per chi non c’è più dice ancora molto di quello che siamo diventati noi vivi.
corsagna
Il silenzio dei cimiteri e il rispetto che non dovrebbe mancare mai
zona
Mediavalle




