La federazione di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista interviene sul tema della prevenzione dopo gli ultimi incendi boschivi che si sono sviluppati sul territorio lucchese.
“Negli ultimi giorni – esordisce Rifondazione -, nonostante siamo soltanto all’inizio di aprile, si sono verificati due incendi boschivi nella nostra provincia, uno a Carignano ed uno sul monte Piglione, nel comune di Pescaglia. In quest’ultimo caso sono andati distrutti circa cinquanta ettari di superficie boscata, con un danno ambientale rilevante per l’intero territorio”.
“Si tratta di episodi – afferma il partito – che richiamano con forza un problema che, purtroppo, si ripresenta ogni anno. Gli incendi boschivi non rappresentano soltanto eventi emergenziali, ma producono conseguenze durature: perdita di biodiversità, maggiore fragilità del suolo e aumento dei rischi idrogeologici”.
“Il quadro normativo nazionale è chiaro: la legge quadro n. 353 del 21 novembre 2000 affida alle Regioni il compito di programmare e attuare le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, attraverso specifici piani aggiornati periodicamente” sottolinea Rifondazione.
“Riteniamo che la prevenzione debba tornare ad essere una priorità concreta nelle agende delle amministrazioni – incalza il partito -. Ciò significa investire risorse adeguate nella manutenzione del territorio, nel rafforzamento dei presìdi operativi, nella formazione degli operatori e nel coinvolgimento del volontariato organizzato, che in Toscana rappresenta una componente essenziale del sistema AIB”.
“È necessario promuovere una cultura diffusa della prevenzione, che coinvolga cittadini, istituzioni e realtà associative, nella consapevolezza che la tutela del territorio non può essere delegata, ma richiede un impegno collettivo e continuativo. Difendere i nostri boschi significa difendere il futuro del territorio” conclude.
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