Sono partiti i lavori per il completo restauro della chiesa del SS. Crocifisso di Borgo a Mozzano, luogo che custodisce secoli di storia, fede e devozione popolare e che occupa un posto particolare nel cuore della comunità borghigiana.
Un risultato atteso da molti anni, reso possibile grazie alle risorse ottenute e all’impegno di chi ha creduto nella possibilità di restituire la chiesa alla comunità. Un ruolo importante in questo percorso è stato svolto dal parroco don Francesco Maccari, che si è impegnato con convinzione per il recupero dell’edificio e guarda già al suo futuro, credendo fortemente nella possibilità di farne un museo di arte sacra delle parrocchie del territorio.
A raccontarci questa storia è Gabriele Brunini, governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano ed ex sindaco del Comune, da sempre appassionato cultore della storia locale e profondamente legato alla chiesa e al suo Crocifisso.
Brunini, ha scritto: «Io credo ai miracoli». Perché ha scelto proprio queste parole?
“Perché per tanti anni il completo restauro di questa chiesa, a me così cara, è sembrato un sogno lontano. Oggi quel sogno è realtà. Per questo posso dire che credo ancora ai miracoli”.
Il 13 luglio 2020, in piena pandemia, presentò il libro “Il miracoloso Crocifisso del Borgo e la sua chiesa” con Roberto Guastucci, suo carissimo cugino e amico, scomparso nel 2025. Che cosa prova oggi ripensando a quella giornata?
“È un ricordo che oggi mi emoziona ancora di più. Roberto era una persona a me molto cara e averlo accanto quel giorno, mentre presentavamo un libro dedicato a una chiesa alla quale sono profondamente legato, resta qualcosa che porto dentro. Allora il suo completo restauro sembrava un sogno lontano. Oggi quel sogno si sta realizzando e inevitabilmente il pensiero torna anche a Roberto. Mi sarebbe piaciuto poter condividere con lui questo momento”.
Dal sogno del 2020 alla realtà di oggi. Come è stato possibile arrivare al completo restauro?
“Grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e ai fondi del PNRR intercettati nel 2025. Si sono create finalmente le condizioni per procedere al recupero della chiesa”.
In questo risultato c’è anche l’impegno del parroco don Francesco Maccari. Quanto ha contato il suo ruolo?
“È stato importante. Don Francesco ha creduto nel recupero della chiesa e si è impegnato molto per arrivare a questo risultato. Ha seguito questo percorso con convinzione, consapevole del valore religioso, storico e artistico che questo luogo rappresenta per Borgo a Mozzano. Come lui stesso ha scritto, è davvero un bel risultato per la nostra Comunità Parrocchiale”.
E don Francesco non pensa soltanto a restaurare la chiesa: crede molto anche nella possibilità di darle una nuova vita. È così?
“Sì. Ed è questo un altro aspetto molto importante. Don Francesco crede nel progetto di utilizzare la grande chiesa restaurata come museo di arte sacra delle parrocchie del territorio. Non si tratterebbe quindi soltanto di recuperare un edificio, ma di farlo tornare a vivere, raccogliendo, custodendo e valorizzando un patrimonio religioso e artistico che appartiene alle nostre comunità”.
Quindi il restauro potrebbe essere non un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova storia per questa chiesa?
“È proprio questo l’auspicio. Recuperare un edificio così importante è fondamentale, ma altrettanto importante sarà dargli una funzione capace di mantenerlo vivo e aperto alla comunità. L’idea del museo di arte sacra va in questa direzione”.
Il 2026, intanto, ha un significato particolare nella storia della devozione al Crocifisso.
“Sì. Proprio quest’anno ricorre l’appuntamento con le feste venticinquennali del Crocifisso. I lavori ripartiranno e, quasi sicuramente, si concluderanno. Anche questa coincidenza rende ciò che sta accadendo ancora più significativo”.
E il pensiero è già rivolto al 2027. Che cosa potrebbe rappresentare quell’anno per Borgo a Mozzano?
“Nel 2027 potremo festeggiare portando l’immagine del Crocifisso del XV secolo per le vie di Borgo a Mozzano, come fecero i nostri antenati durante la pestilenza del 1630”.
Torniamo proprio a quel lontano 1630. Perché è una data così importante?
“Durante la pestilenza i nostri antenati si affidarono al Crocifisso e ne portarono l’immagine per le vie del paese. Fu un gesto di fede destinato a rimanere nella memoria della comunità e a essere tramandato attraverso le generazioni”.
Una tradizione arrivata fino ai nostri giorni. Quali sono le ultime feste venticinquennali di cui conserviamo memoria?
“Le ultime feste venticinquennali, delle quali esiste anche documentazione fotografica, si sono svolte nel 1926, 1951, 1976 e 2001. Nel 1997 ci fu invece una festa straordinaria del SS. Crocifisso, Patrono della Misericordia, in occasione del centenario della fondazione della Confraternita”.
Da governatore della Misericordia sente ancora più forte questo legame?
“Certamente. Il SS. Crocifisso è il Patrono della Misericordia e il rapporto della Confraternita con questa devozione appartiene alla nostra storia. Recuperare la sua chiesa significa quindi restituire qualcosa di importante non soltanto alla comunità parrocchiale, ma all’intero paese”.
C’è quasi un filo che unisce persone e momenti diversi: Roberto Guastucci, che nel 2020 presentava il suo libro e che oggi non può vedere questo risultato; don Francesco Maccari, che si è impegnato perché il recupero diventasse realtà e che già pensa al futuro della chiesa. È anche questo il significato più umano di questa storia?
“Sì, perché dietro un risultato come questo ci sono sempre le persone. C’è il ricordo di Roberto, al quale ero profondamente legato e che avrei voluto avere ancora accanto in questo momento. E c’è don Francesco, che ha creduto e continua a credere nel recupero della chiesa e nel progetto del museo. Sono sentimenti e impegni diversi, ma fanno parte della stessa storia: quella di un luogo al quale tanti di noi vogliono bene”.
Allora possiamo chiudere tornando alle parole dalle quali siamo partiti. Brunini, crede ancora ai miracoli?
“Sì, io credo ai miracoli. Nel 2020 tutto questo sembrava un sogno lontano. Oggi quel sogno è realtà. Mi dispiace per coloro che ai miracoli non ci credono più”.
intervista
“Io credo ai miracoli”: Gabriele Brunini racconta la rinascita della chiesa del SS. Crocifisso
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