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Redazione
ANNO XIVsabato 18 Aprile 2026
camporgiano

Jennifer Guerra a Camporgiano: gli stereotipi alle radici della violenza

Si è tenuto, presso il centro civico di Camporgiano, il secondo incontro con il progetto “I mille volti della violenza contro le donne”: un progetto che affronta il tema della violenza di genere “perché conoscere è il primo passo per un cambiamento culturale” contro le donne secondo le sue varie sfaccettature.

Questa serie di incontri sono organizzati dal consiglio comunale di Camporgiano, dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Camporgiano, con il Centro Antiviolenza “Non Ti Scordar Di Te” con la collaborazione della Regione Toscana. 

L’incontro con la giornalista e scrittrice Jennifer Guerra, dal titolo “Conoscere e riconoscere la violenza, radici, forme e segnali”, ha trattato il tema delle radici culturali della violenza e degli stereotipi che tuttora continuano a rappresentare la donna come essere dipendente e inferiore all’uomo.

La relatrice ha iniziato la sua trattazione partendo da una considerazione sulla violenza in genere, cioè se in natura, nel genere animale, esiste un tipo di violenza perpetrata dai maschi sulle femmine, e ha raccontato che solo in quattro dei 32 ordini di mammiferi si sono riscontrati comportamenti sessuali aggressivi; normalmente, inoltre, le aggressioni non comportano danni fisici nei confronti delle femmine (da uno studio di Marcelo H. Cassini, 2020).

La Guerra, poi, ha analizzato alcuni eventi fondanti della nostra cultura occidentale: molti miti fondativi, infatti, si basano sullo stupro o sul femminicidio. In particolare, ha citato questi due esempi: il Rapimento di Europa (che viene violentata da Zeus trasformato in Aquila, in cambio diventa la prima regina di Creta) → mito fondativo del nostro continente! e il Ratto delle Sabine (rapimento e stupro di massa della popolazione delle Sabine ordinato da Romolo) → mito fondativo della civiltà romana.

Ancora molto interessanti sono le prime leggi contro lo stupro che tutelano gli uomini, non le donne, come il Codice di Hammurabi, il quale prevedeva che se una donna vergine veniva  stuprata, era innocente; ma se era sposata, era ritenuta colpevole insieme al suo stupratore.

Inoltre – quello che ha fatto pensare di più il pubblico, anche alla luce delle idee sovraniste che si sentono ogni giorno, in questo periodo molto buio – nei Dieci Comandamenti non c’è “Non stuprare”, ma “Non desiderare la donna d’altri” (cioè non rubare la proprietà di qualcun altro). 

Un altro aspetto molto interessante che Jennifer Guerra ha trattato è come la società civile e i media si comportino, di fronte a gravi situazioni di violenza, nei confronti delle donne, che, sostanzialmente, vengono ricondotte a due stereotipi: il primo è Eva, dove la donna è qualificata come figura negativa: la sua funzione è quella di rovinare e distruggere ciò che incontra, di traviare l’uomo o condurlo alla perdizione; e il secondo, ovviamente all’opposto, è la Vergine Maria che viene qualificata come figura positiva: la sua funzione è quella di elevare l’uomo, di farlo sentire meglio (consolarlo, rassicurarlo ecc.).

Molti dei femminicidi che sono stati molto discussi in cronaca hanno la donna che rientra in queste due posizioni: quella della santa o quella della traviatrice. E la scrittrice ha portato molti esempi che non appartengono solo al nostro periodo, ma che fanno parte  di un contesto storico più ampio che coinvolge anche il secolo scorso.

Abbiamo voluto ripercorrere alcune tappe della sua trattazione, davvero convincente, perché possono essere fonte di analisi per le donne che, bene o male, anche se si considerano progressiste e “femministe”, non sono magari in grado di avere un pensiero lucido e distaccato perché immerse in questo mondo pieno di stereotipi difficili da estirpare e, sopratutto, da riconoscere. Per questo è importante partecipare a incontri di questo genere, perché aiutano alla comprensione di un problema così compresso e cosi radicato: quello della vera emancipazione della donna.

Alla fine della relazione ci sono stati numerosi e interessanti interventi, tra i molti partecipanti all’evento, che è stato introdotto da Monica Magazzini per il comune di Camporgiano, da Francesca Orlandi, presidententessa della Commissione Pari Opportunità del comune di Camporgiano, da Vittoria Cardella con il Centro Antiviolenza “Non Ti Scordar Di Te”, e da Daniela Menchelli che ha introdotto la relatrice.

Uno dei temi trattati in risposta alle domande del pubblico rivolte a Jennifer Guerra è stato il femminicidio intersezionale che analizza la violenza contro le donne non solo come frutto del sessismo, ma come risultato dell’interazione di molteplici cause come  l’etnia, la classe sociale, lo status migratorio, la disabilità o l’orientamento sessuale.

Questi incontri, poi, sono riconosciuti con un attestato di partecipazione dal Centro Antiviolenza “Non Ti Scordar Di Te” della Valle, del Serchio. Essi continuano venerdì  22 maggio (ore 21) con “Amore e possesso, le relazioni pericolose”: un evento con Francesca Pidone, coordinatrice del Centro antiviolenza di Pisa, esperta di violenza di genere, giudice di pace presso il tribunale di Firenze, formatrice ed esperta di violenza di genere, che affronta il tema delle relazioni pericolose, aiutando a comprendere come riconoscere i segnali di dinamiche basate su controllo e possesso e come contrastarle. Giovedì 4 giugno (sempre alle 21) “Comunicazione e violenza di genere” con la sociologa e attivista Silvia Semenzin, esperta di violenza di genere digitale, che esplora il fenomeno della misoginia online, analizzando il ruolo dei social media e delle nuove forme di violenza che si sviluppano negli spazi digitali.

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