Il rione di Santa Lucia a Castelnuovo di Garfagnana ha accolto ieri pomeriggio una nuova mostra, la terza all’attivo nel centro della città. Il protagonista dell’esposizione è Vasco Cavani, conosciuto come Kavasco, artista nato nel capoluogo garfagnino nel 1909 dove ha trascorso la maggior parte dei suoi anni.
Proveniente da una famiglia di decoratori e pittori, amò molto anche la musica e crebbe in un ambiente molto stimolante. Il giovane Vasco venne accolto nella bottega di Giovanni Giorgi a cui è dedicata in questo momento la mostra presso la Rocca Ariostesca. Un talento dimostrato fin da subito e dimostrato più volte nell’arco della sua vita a partire dalla borda di studio vinta alla tenera età di 14 anni.
La mostra, organizzata dall’associazione Eidos GarfagnArti, è stata promossa anche dal comune di Castelnuovo e dall’Eremo di San Lorenzo di Sillico in collaborazione con la Pro Loco di Castelnuovo. Il coordinamento generale dell’esposizione è stato affidato a Iacopo Regoli, mentre i testi in catalogo sono stati curati da Sergio Suffredini e Cristoforo Feliciano Ravera.
Ad aprire i saluti è stato il sindaco Andrea Tagliasacchi che ha ricordato il legame tra i due pittori Cavani e Giorgi e dell’importanza di averli esposti a pochi metri di distanza nello stesso momento, le due mostre infatti dialogano tra loro. “Dobbiamo preservare la memoria che è la spinta che ci guida verso il futuro – ha dichiarato il primo cittadino – Senza memoria non ci sono radici e senza radici niente può crescere”.
Fosco Bertoli ha preso la parola ricordando il ruolo e la missione dell’associazione Eidos soprattutto nei riguardi del rione di Santa Lucia. Iacopo Regoli ha voluto ringraziare tutti i presenti, gli organizzatori e in particolar modo i proprietari delle opere che le hanno concesse in prestito, don Angeo Pioli per aver concesso lo spazio della chiesa di Santa Lucia e ancora Alberto Cresti, Carla Orazzini, Valeria Coli e Patricia Tolaini per la collaborazione.
L’ultimo a prendere la parola è stato Sergio Suffredini che ha ripercorso parte della biografia di Kavasco e del suo stile “Lui dipingeva senza vincoli, lontano dalle correnti artistiche – ha spiegato ai presenti – La sua pittura ha un rapporto diretto col visibile, nel quale ha cercato il riflesso del suo mondi interiore”. Ha poi parlato dei ritratti di donne e uomini anziani: gente semplice nella quale è racchiusa l’essenza della nostra terra. A tagliare il nastro è stata proprio la figlia del pittore, Loretta, circondata da istituzioni e organizzatori.
Eventi culturali di questo tipo ricordano l’importanza della cultura come nutrimento dello spirito e come strumento di memoria. Dopotutto, come diceva Bernardo di Chartres: siamo nani sulle spalle dei giganti; dimenticare da dove veniamo rischia di farci dimenticare dove stiamo andando.
La mostra sarà visitabile fino al 30 agosto assieme a quella presso l’Eremo di San Lorenzo di Sillico.
Servizio video di Elisa Togneri














