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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
barga

La Befana a Barga: una tradizione che unisce

Ogni anno, alla vigilia dell’Epifania, Barga si ritrova a vivere uno dei momenti più sentiti del suo calendario di tradizioni. Non è solo una festa, ma un rito che coinvolge generazioni diverse, capace di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici. Anche quest’anno, la Vigilia è stata intensa e suggestiva, animata da tanta partecipazione e da un forte senso di comunità.

Il primo degli eventi in programma è stato, come da tradizione, l’arrivo della Befana ad incontrare i bambini. Partita dalla sua casina di Pegnana, la Befana ha dato il via a una giornata di festa che ha richiamato centinaia di bambini e famiglie, fino alla Piazza del comune.

Proprio la piazza è stata quest’anno il cuore pulsante della manifestazione, grazie a una rete di collaborazioni che ha coinvolto il comune, la Pro loco, l’associazione della Befana, le attività della piazza, il Giornale di Barga e la Consulta dei giovani. Una sinergia che ha dato davvero forza all’evento.

In piazza, la Befana ha incontrato i tanti bambini presenti. Non sono mancate le sorprese, come il suggestivo volo della Befana da Palazzo Pancrazi e il lancio di caramelle lungo il percorso, che ha reso l’attesa ancora più magica e coinvolgente.

La festa è poi proseguita con il concorso della Befana casalinga di Barga e con l’Aperitivo con la Befana in Piazza del comune, organizzato dai ragazzi della Consulta e animato dal dj set. Dalle 18 alle 20, befane e gruppi che hanno animato la serata della Vigilia sono stati attesi in piazza per essere valutati dalla giuria della Rassegna delle Befane.

Nel corso della manifestazione sono stati assegnati anche i premi. Il riconoscimento alla migliore Befana, intitolato a Mario “Tiglio” Pieroni, è stato assegnato alla Befana interpretata da Lisa Bigiarini. Il premio al miglior Gruppo di cantori, dedicato a Roberta Rinaldi e Giorgio Di Dio, è andato al gruppo del Barga Jazz Club. Il premio al miglior Befanotto, dedicato alle befane storiche di Barga Evelina Chiesa, Doli Marchetti e Silvana Moscardini, è stato conferito a Paolo Bernardi. Il premio al miglior Gruppo mascherato è stato infine assegnato al Gruppo delle Befane della Moma (Caterina Andriani, Virginia Castelvecchi, Gaia Lunardi, Sara Mori, Vittoria Cardella).

A conclusione della giornata, l’assessora Maresa Andreotti, in un messaggio condiviso sui propri canali social, ha voluto ringraziare la Pro loco, l’associazione della Befana, Maria Teresa Paolini – interprete della Befana – gli amministratori Filippo Lunardi e Alice Mariani, i giurati, Giorgio Cella e il suo miccetto, oltre a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita della festa. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai giovani della Consulta comunale, che hanno contribuito all’organizzazione, supportato la Befana durante il percorso e animato la serata con il dj Samuele Greppi.

Nel suo intervento social, Andreotti ha voluto sottolineare anche un dettaglio significativo: la prima richiesta avanzata dai ragazzi è stata quella di avere un estintore. Un gesto semplice ma carico di consapevolezza, che richiama tragicamente quanto accaduto a Crans Montana e il dolore per la perdita di tanti giovani, proprio mentre i loro corpi stanno rientrando in Italia. Un segnale di attenzione e responsabilità che dimostra come anche le feste popolari possano crescere insieme alla coscienza collettiva, dando un senso alle sofferenze e trasformandole in impegno.

La Befana saluterà infine grandi e piccoli nel pomeriggio del 6 gennaio, nella sua casina di Pegnana, chiudendo un’edizione che ha saputo unire tradizione, partecipazione e riflessione.

A suggellare idealmente questa giornata resta il canto della Befana, tramandato nel tempo e capace ancora oggi di raccontare il senso profondo di questa festa:

“Viene viene la Befana,
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! la circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.

Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed è il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
[…]”

Un canto che, come la Befana di Barga, continua a parlare di comunità, memoria e futuro, ricordando che certe tradizioni non passano: restano.

Foto di Nicola Tognetti

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