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Redazione
ANNO XIVlunedì 26 Ottobre 2026
pieve fosciana

La Garfagnana ha il suo gioiello: inaugurato il MuGAr a Pieve Fosciana

New York ha il Moma, Milano il Mudec e la Garfagnana, da oggi, il Mugar. No, non sono solo fredde e incomprensibili sigle. Sono qualcosa di più. Sono scrigni pieni di tesori preziosi, contenitori di storia. Rappresentano la scatola nera di un territorio (in questo caso, il nostro).

Mugar sta per Museo archelogico della Garfagnana. Forse così è più semplice e chiaro. È allestito nell’ala nord dell’ex convento di Sant’Anna, nel centro storico di Pieve Fosciana, ma riguarda un po’ tutta la Garfagnana.

30 vetrine, 15 comuni esposti, innumerevoli reperti che vanno dalla preistoria fino ai giorni nostri. Alcune chicche: ad esempio un corpetto del 9°-10° secolo avanti Cristo, uno dei due conservati a livello nazionale, ma questo – a differenza dell’altro – per intero. Qual è il suo valore? Inestimabile. E, pensate, è stato trovato nel comune di Villa Collemandina. C’è anche un fossile marino rinvenuto nelle nostre montagne. Pazzesco.

Stamani le autorità hanno tagliato ufficialmente il nastro. Che peccato che Francesco non abbia potuto assistervi. Perlomeno, fisicamente. Perché con lo spirito, siamo sicuri, era lì. Il sindaco Angelini, purtroppo, non ha fatto in tempo a vedere questo sogno – perché di questo si tratta: di un sogno, il suo, che prende forma – concretizzarsi.

Un minuto di silenzio dentro la chiesa di Sant’Anna. Questo e altro per onorare la memoria del maestro. Lui, che tanto aveva voluto questo progetto. Lui, che lo aveva seguito da vicino. Lui, che credeva nel valore didattico – prima ancora che turistico – di questo luogo così formativo per i ragazzi delle scuole.

Annarita Fiori, presidente del consiglio comunale di Pieve Fosciana, ha coordinato la cerimonia che ha registrato una partecipazione altissima. Luciano Angelini, il vice-sindaco, ha vestito il tricolore (quel tricolore che avrebbe indossato Francesco, se fosse stato ancora con noi) con evidente emozione.

In prima fila i sindaci della Garfagnana, il consigliere regionale Mario Puppa. Al tavolo dei relatori Raffaella Mariani, la presidente dell’Unione Comuni Garfagnana, a rappresentarli. E poi lui, il presidente della regione Toscana Eugenio Giani, che ha ricordato, davanti ai familiari, la grande umanità di Francesco Angelini. Tutti concordi sul valore di questa inaugurazione, non solo per il comune pievarino, ma per tutto il comprensorio garfagnino. Un sito identitario. Un luogo imprescindibile per esperti e ricercatori. E, ancora, siamo all’inizio. Tanto materiale è in magazzino, tanto altro potrà essere scoperto e aggiunto.

Ciò che è stato raccolto fin qui lo si deve, principalmente, al decennale lavoro di Paolo Notini, Giulio Ciampoltrini e Guido Rossi del Gruppo Archeologico Garfagnana. L’esposizione è a cura di Marta Colombo, Silvio Fioravanti e Marco Serradimigni.

Un lavoro unitario, di squadra. Una sinergia tra enti. Dal comune di Pieve Fosciana all’Unione Comuni Garfagnana, dalla Regione Toscana alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara.

La benedizione è spettata a don Riccardo, il parroco locale. La soprintendente, dott.ssa Angela Acordon, ha proposto, alla fine del suo intervento, di intitolare il museo a Francesco Angelini. Credo che il forte applauso dei presenti fosse un deciso segnale di assenso.

Foto di Nicola Tognetti

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