Tra le storie più suggestive tramandate a Corsagna ve n’è una dedicata alla Madonna della Consolazione, conosciuta da tutti come Madonna di Serra. È una leggenda antica, rimasta per generazioni nella memoria del paese e riportata anche in alcuni scritti di don Sergio Giorgi, parroco di Corsagna per cinquantaquattro anni, dei quali sono recentemente venuto in possesso.
Prima di raccontarla, però, è utile tornare alle origini storiche di questo luogo tanto caro ai corsagnini.
Le prime notizie conosciute risalgono al XIII secolo. Nell’Estimo della diocesi di Lucca del 1260 compare infatti una chiesa situata a Serra e dedicata a San Lorenzo. Attorno ad essa esisteva una comunità distinta da Corsagna, con un proprio territorio e una propria identità. Serra partecipava anche alla tradizionale luminara di Santa Croce a Lucca, offrendo un cero del peso di due libbre.
Nel 1387 sorsero controversie tra Serra e Corsagna, probabilmente per questioni di confine. A intervenire fu la Repubblica di Lucca, che dispose l’unione delle due comunità. Da allora Serra entrò a far parte di Corsagna, ma continuò a conservare una propria identità, soprattutto religiosa.
L’attuale santuario risalirebbe agli inizi del Cinquecento. Non sappiamo ancora con certezza quando l’antica chiesa di San Lorenzo abbia assunto il titolo di Nostra Signora della Consolazione. Un momento fondamentale fu certamente il 1596, data riportata sul venerato dipinto custodito sopra l’altare. Il quadro, attribuito a Jacopo Mantovani, raffigura la Madonna in trono con il Bambino e, ai suoi piedi, i santi Stefano e Lorenzo.
La presenza di san Lorenzo sembra quasi un filo che unisce l’antica chiesa medievale al successivo santuario mariano. Col passare del tempo la devozione alla Madonna della Consolazione divenne sempre più profonda, fino a fare di Serra uno dei luoghi religiosi più amati da tutta la popolazione.
Ed è proprio attorno a questa devozione che nacque la leggenda.
Si racconta che, in un tempo ormai lontano, l’immagine della Madonna fosse stata portata dal santuario alla chiesa parrocchiale di Corsagna. Forse qualcuno pensò di conservarla stabilmente in paese, in un luogo più vicino e facilmente raggiungibile.
Ma la Madonna, secondo il racconto, non voleva abbandonare Serra.
Durante la notte un coro di angeli e arcangeli avrebbe preso la sacra immagine e l’avrebbe riportata verso il suo santuario. Alcuni abitanti di Borgo a Mozzano, guardando in direzione della montagna, avrebbero visto una lunga processione di piccoli lumi avanzare lentamente nel buio.
Erano luci misteriose, simili a candele accese, che salivano una dietro l’altra lungo il percorso verso Serra.
Il mattino seguente l’immagine non si trovava più nella chiesa di Corsagna: era tornata nel santuario, nel luogo che la Madonna sembrava aver scelto come propria dimora.
Non possiamo naturalmente presentare questo episodio come un avvenimento storicamente dimostrato. Ma il fatto che don Sergio Giorgi abbia raccolto e conservato la leggenda nei propri scritti dimostra quanto essa fosse radicata nella memoria religiosa e popolare di Corsagna.
La storia documentata e la leggenda finiscono così per incontrarsi. Da una parte l’antica chiesa di San Lorenzo, ricordata fin dal 1260; dall’altra il santuario cinquecentesco, il quadro del 1596 e la crescente devozione alla Madonna della Consolazione.
Nel 1904 questa devozione era ormai tanto forte da dare vita a cinque giorni di festeggiamenti, annunciati da un opuscolo stampato a Lucca dalla tipografia Baroni. E ancora oggi, quando l’immagine viene portata a Corsagna e poi ricondotta solennemente a Serra, sembra quasi di rivedere quella processione di lumicini che, secondo la leggenda, alcuni abitanti di Borgo a Mozzano scorsero nella notte.
La Madonna poteva scendere in paese per stare vicina ai suoi fedeli, ma la sua casa, nella memoria dei corsagnini, rimaneva lassù: nel bianco santuario di Serra.
