In questi giorni migliaia di studenti stanno vivendo l’attesa dell’esame di maturità. Cambiano i programmi scolastici, cambiano le tecnologie, cambiano perfino le modalità d’esame, ma una cosa resta immutata: l’emozione della notte prima degli esami.
Per chi, come me, ha affrontato la maturità negli anni Settanta, quel ricordo è ancora vivo. Non c’erano internet, smartphone o gruppi WhatsApp dove scambiarsi informazioni all’ultimo momento. C’erano i libri consumati dallo studio, gli appunti scritti a mano e soprattutto tanta incertezza.
La sera precedente all’esame era un momento particolare. Si cercava di ripassare ancora qualcosa, ma ormai si sapeva che il destino era nelle mani della preparazione accumulata negli anni. I genitori osservavano in silenzio, cercando di incoraggiare senza far pesare l’ansia. Le famiglie vivevano quell’esame quasi quanto i figli.
Ricordo che molti di noi facevano fatica ad addormentarsi. Nella mente si rincorrevano formule, date storiche, autori, problemi di matematica e domande immaginarie che temevamo di sentire il giorno dopo. Si pensava al futuro, al lavoro, all’università, al servizio militare che allora attendeva molti ragazzi. La maturità rappresentava davvero una soglia tra l’adolescenza e il mondo degli adulti.
Anche la scuola era diversa. Gli insegnanti mantenevano una certa distanza dagli studenti e l’esame veniva vissuto con grande solennità. Le commissioni erano temute, i professori esterni erano quasi figure misteriose e il rispetto per quel momento era assoluto. Eppure, guardando indietro, ci accorgiamo che quella paura aveva anche un valore educativo. Ci insegnava ad affrontare una prova importante, a misurarci con noi stessi, a capire che nella vita esistono momenti in cui occorre dare il meglio di sé.
Molti di noi, dopo quella maturità, hanno intrapreso strade diverse. C’è chi è andato all’università, chi è entrato subito nel mondo del lavoro, chi ha costruito un’impresa, chi si è dedicato al volontariato o al servizio della comunità. Ma tutti conservano il ricordo di quella notte sospesa tra timore e speranza.
Oggi i giovani affrontano sfide differenti, vivono in una società più veloce e complessa, spesso sottoposti a pressioni che noi non conoscevamo. Per questo meritano comprensione e incoraggiamento. La maturità non è soltanto un esame: è un passaggio simbolico, un momento che resterà nella memoria per tutta la vita.
A tutti gli studenti che nei prossimi giorni entreranno in aula con il cuore che batte forte, vorrei dire una cosa semplice: abbiate fiducia in voi stessi. Nessun esame misura il valore di una persona. L’impegno, la correttezza, la capacità di rialzarsi dopo le difficoltà contano molto più di un voto, e quando tutto sarà finito, vi accorgerete che quella notte prima degli esami, che sembrava interminabile, diventerà uno dei ricordi più belli della vostra giovinezza.
augurio