È Toni Servillo il vincitore della terza edizione del premio internazionale “Scrivere sull’orizzonte della collina”. L’attore ritirerà il riconoscimento sabato 20 giugno alle ore 18.00 alla Libreria sopra la Penna; per l’occasione dialogherà con Alba Donati e Giovanni Bogani e, al termine dell’incontro, leggerà alcune poesie di Giovanni Pascoli.
Quello con Toni Servillo è il secondo appuntamento della sesta edizione di Little Lucy. Un festival letterario piccolo così a cura di Alba Donati e Pierpaolo Orlando, organizzato da Fenisya − Scuola di linguaggi della cultura, che si tiene nel giardino della Libreria sopra la Penna a Lucignana (LU).
Così Alba Donati e Pierpaolo Orlando motivano l’assegnazione del premio internazionale “Scrivere sull’orizzonte della collina” a Toni Servillo: «Scrivere sull’orizzonte della collina richiama un’idea di cultura come fatto sociale e luogo di condivisione. Per questo la terza edizione del premio va a un uomo di teatro, Toni Servillo, la cui arte riesce a raggiungere e arricchire una comunità di persone. Attore di teatro, regista, attore di cinema, Servillo è una delle figure più autorevoli della scena culturale internazionale anche per la sua capacità di muoversi orizzontalmente tra le discipline. Da ragazzo fonda il Teatro Studio di Caserta, quasi per necessità: non c’era un luogo dove recitare, e lui lo crea. È un atto che dice già tutto della sua determinazione. Appartiene a quella categoria di poeti – registi – attori come Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani che portano il teatro addosso come un odore. Servillo non interpreta i personaggi: li abita, li studia come si studia un volto amato, con pazienza, con severità, con un rispetto quasi religioso. Così fa con Il misantropo e Il tartufo di Molière (nella traduzione gigantesca di Cesare Garboli). È questo il Servillo che approda al cinema con Morte di un matematico napoletano di Mario Martone, poi vengono Gomorra di Matteo Garrone e Il divo di Paolo Sorrentino, dove interpreta uno spettacolare Giulio Andreotti. Spettacolare come Jep Gambardella de La grande bellezza. Personaggi monumentali o fragili, silenziosi e ineffabili. Toni Servillo non si limita a interpretare storie: le fa esistere. Quello che amiamo particolarmente del suo stile è il fatto che la letteratura sia sempre punto di partenza del lavoro attoriale. Come per esempio furono utili gli articoli di Manganelli inviato speciale ad un congresso della vecchia DC. Manganelli scrisse che lì aleggiava un’atmosfera tra il curiale e il vedovile e in effetti Toni Servillo nel Divo si mosse sul set come un vedovo o un curato a seconda della scena che doveva interpretare. Nel corso della sua carriera ha ricevuto quattro David di Donatello e quattro Nastri d’argento».
“Scrivere sull’orizzonte della collina” è un riconoscimento istituito per l’edizione 2024 del Festival e dedicato a donne e uomini che attraverso il loro lavoro intellettuale hanno optato per una condivisione orizzontale del sapere, andando a cercare il lettore e lo spettatore lungo sentieri limitrofi, lontano dalla prova di forza che la montagna richiede di mettere in atto. La collina è umile, dolce, è socievole, non si impone, crea comunità. Nel 2024 il premio fu assegnato ad Alberto Manguel, nel 2025 a Dacia Maraini.
Il prossimo appuntamento del Little Lucy Festival sarà sabato 27 giugno alle ore 18.00 con Vito Teti, antropologo che ha dedicato gran parte dei suoi studi alle cosiddette aree interne dell’Italia. A Lucignana ritirerà il Premio Libreria sopra la Penna − Pia Pera, giunto alla terza edizione. Introdotto da Pierpaolo Orlando, Teti dialogherà con Alba Donati e Giovanna Niccoli.