Mentre Castelnuovo si prepara ad accogliere il Raduno del IV Raggruppamento Alpini, anche i bambini della scuola primaria hanno dato il loro contributo esponendo i loro disegni realizzati sul tema “La storia degli Alpina vista dai ragazzi di oggi”. Un titolo che racchiude già il significato dell’iniziativa: avvicinare le nuove generazioni a una storia fatta di sacrifici, solidarietà e servizio.
Per preparare i ragazzi all’incontro con questa realtà, nel mese di maggio la scuola primaria di Castelnuovo ha organizzato due momenti di approfondimento con gli Alpini Maurizio Bertagni e Luigi Grassi, che hanno raccontato agli alunni, in forma sintetica e adatta alla loro età, la storia del Corpo dal 1872 a oggi, il ruolo delle truppe alpine nel presente e soprattutto i valori che, dopo più di un secolo e mezzo, continuano a tenere unite le penne nere. Tra questi, un posto centrale lo occupa il principio che sintetizza anche il senso dell’impegno associativo: “Aiutiamo i vivi per ricordare e onorare i caduti”.
Ed è proprio la memoria dei caduti a rappresentare uno dei fili conduttori dell’incontro perché, com’è stato ricordato durante la presentazione, il rapporto tra la Garfagnana e gli Alpini è particolarmente profondo: sono numerose le famiglie del territorio che hanno avuto un proprio caro tra gli Alpini e che non lo hanno più visto tornare dalla guerra. Per questo il raduno non vuole essere soltanto una grande manifestazione, ma anche un momento per fermarsi a ricordare chi ha preceduto le generazioni di oggi. “Siamo qui per loro” è stato sottolineato nel corso dell’incontro, con la consapevolezza che ricordare significa anche scegliere di non dimenticare. Un legame che passa anche attraverso episodi lontani nel tempo. Tra le testimonianze ricordate c’è quella del plotone della 18ª compagnia del battaglione “Dronero” che il 30 gennaio 1937 si trovò ad affrontare una difficile missione in Alta Valle Maira, dove una slavina provocò la morte di 22 giovani, alcuni di questi garfagnini. Una vicenda che contribuisce a spiegare anche il legame instaurato negli anni tra Castelnuovo e Dronero, nel Cuneese.
A prendere la parola durante l’evento per ricordare l’importanza degli Alpini e il loro legame con la Garfagnana sono intervenuti il sindaco Andrea Tagliasacchi, la presidente dell’Unione Comuni Garfagnana Raffaella Mariani, l’Alpino Luigi Grassi, il presidente della sezione Pisa-Lucca-Livorno Domenico Bertolini e uno dei consiglieri dell’Associazione Nazionale Alpini che ha portato i saluti del presidente.
E’ importante però ricordare, come avvenuto durante la conferenza, che la storia degli Alpini, però, non è soltanto storia militare, ma è anche quella di un’associazione che nel tempo ha costruito una presenza capillare sul territorio attraverso il volontariato, la solidarietà e l’intervento nelle situazioni di emergenza. Lo ha ricordato il consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, portando il saluto del presidente nazionale, atteso a Castelnuovo nei prossimi giorni. “I raduni – ha spiegato – Rappresentano soltanto la parte più visibile di un’attività molto più ampia che viene portata avanti quotidianamente”.
Sono infatti migliaia i gruppi e le sezioni presenti sul territorio italiano e particolarmente significativo è il ruolo della Protezione civile dell’ANA, che conta circa 15 mila volontari formati per intervenire nelle emergenze. A questo si aggiungono le numerose attività di solidarietà e gli interventi realizzati anche al di fuori dei confini nazionali.
Durante la presentazione è stato ribadito anche il profondo legame tra gli Alpini e la Garfagnana, dove le penne nere rappresentano ormai una parte del tessuto umano e sociale del territorio. Raffaella Mariani ha ricordato l’impegno degli Alpini nelle iniziative locali e il contributo che stanno dando anche al lavoro di ricostruzione della memoria dei caduti garfagnini.
A fare da simbolo della continuità tra un raduno e l’altro c’è anche la “Stecca del IV Raggruppamento”, presente all’incontro. Si tratta di una stecca originariamente utilizzata nelle caserme per lucidare i bottoni dell’uniforme senza sporcare la divisa, che nella tradizione alpina viene simbolicamente consegnata dalla sezione che organizza un raduno a quella che ospiterà il successivo. Su di essa sono riportate le tappe degli appuntamenti dal 2000: dopo Gaeta, lo scorso anno, quest’anno è arrivata a Castelnuovo e il prossimo anno passerà a Parma.
Un passaggio di testimone che ben rappresenta lo spirito con cui la Garfagnana si prepara ad accogliere le penne nere. Perché dietro le uniformi, le fanfare e le migliaia di persone attese in città ci sono una storia e una memoria che chiedono di essere custodite. E oggi, nella Sala Suffredini, quella memoria ha incontrato gli occhi dei bambini: nei loro disegni gli Alpini non sono soltanto figure del passato, ma una storia che può ancora essere ascoltata, compresa e, soprattutto, consegnata a chi verrà dopo.
Foto di Elisa Togneri
Servizio video di Elisa Togneri
















