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Redazione
ANNO XIVmercoledì 22 Aprile 2026
castelnuovo di garfagnana

L’abbraccio della Garfagnana al cardinale Zuppi: “Una nuova primavera per le aree interne”

C’era anche lui, questa mattina, al Teatro Alfieri di Castelnuovo per la seconda – ed ultima – giornata del convegno nazionale “Territori connessi, comunità vive: il futuro delle aree interne tra prospettive e strategie” organizzato dall’Unione Comuni Garfagnana.

Un’occasione importante per favorire il dialogo tra amministrazioni locali ed esperti, condividendo idee su temi importanti come economia, sviluppo e rigenerazione, che ha visto sua eminenza Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, tra gli illustri relatori dell’evento assieme al ministro Tommaso Foti.

Le parole del cardinale sono state molto chiare e incisive. Zuppi ha parlato di una missione nazionale e non solo: “Perché il problema delle aree interne – ha dichiarato – interessa tutto il nostro Paese e il resto d’Europa. Un problema di conservazione del passato, delle nostre radici culturali e spirituali molto profonde, che riguarda anche il futuro. Bisogna creare un avvenire in cui questa cultura possa trovare una nuova primavera”.

Il suo intervento, dal titolo “Rammendare l’Italia: la dignità delle persone e dei territori come missione nazionale”, è stato accolto da scroscianti applausi e ha trattato temi molto importanti per le aree interne. Zuppi ha riportato il punto di vista della chiesa, ricollegandosi, nel merito, a quanto sollevato nello stesso contesto dall’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti: “C’è necessità di un lavoro di squadra e di un piano d’azione coordinato e strutturato. Dobbiamo evitare che lo spopolamento delle aree interne diventi irreversibile e che il diritto di restare sia un’opportunità”.

Il cardinale ha, quindi, toccato il tema dell’emigrazione: “Più di 150 mila persone, di cui la maggior parte ragazzi, ogni anno lasciano il nostro Paese per andare in luoghi che possano offrire più possibilità e il rischio è che un giorno questo non avvenga più solo nelle aree interne. Per scongiurare questo è necessario un grande cambiamento che deve partire dall’unione di tutti”.

Secondo il cardinale Zuppi occorre, inoltre, puntare sull’accoglienza: “Un’idea seria di accoglienza – ha sostenuto – può dare futuro alle aree interne e anche al nostro Paese; le persone vanno salvate e integrate, ma con dignità”. Un intervento che ha saputo intrecciare visione e concretezza, riportando al centro non solo i territori, ma soprattutto le persone che li abitano.

Le parole del cardinale Zuppi hanno lasciato in sala una riflessione chiara: il futuro delle aree interne non può essere rimandato né delegato, ma richiede responsabilità condivisa, coraggio e capacità di guardare lontano. Perché, come emerso durante il convegno, è proprio da questi luoghi che può nascere una nuova idea di comunità e di sviluppo.

Servizio video di Elisa Togneri e Nicola Tognetti

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