Dagli alberi piantati nei campi alle filiere industriali, passando per la ricerca, la sostenibilità ambientale e le nuove opportunità offerte dalla bioeconomia. La pioppicoltura non è soltanto una coltivazione, ma un comparto che può mettere in relazione agricoltura, industria e tutela del territorio. Sarà questo il punto di partenza del convegno “Lo sviluppo della pioppicoltura”, organizzato da Confagricoltura Toscana in collaborazione con il CREA – Centro di ricerca Foreste e Legno, ente di ricerca del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
L’appuntamento è in programma martedì 15 settembre a Peccioli, dove arriveranno alcune delle principali autorità e personalità del settore forestale e della pioppicoltura a livello europeo, nazionale e regionale. Una giornata pensata non soltanto per fare il punto sulla situazione attuale, ma soprattutto per interrogarsi sulle prospettive di una coltivazione che potrebbe avere importanti margini di sviluppo anche in Toscana.
L’apertura dei lavori è prevista alle 9.15, con i saluti di Vittorio Mazzetti D’Abertis, presidente dell’Unione Provinciale Agricoltori di Pisa Confagricoltura, del sindaco di Peccioli Renzo Macelloni e di Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale della Toscana.
A introdurre il convegno sarà Raoul Romano, direttore del CREA-Centro di Ricerca Foreste e Legno. Seguiranno gli interventi di Fabio Boccalari, presidente dell’Associazione Pioppicoltori Italiani (API), che presenterà lo scenario nazionale, e di Silvia Piconcelli, vicepresidente del Gruppo di lavoro Foreste Copa-Cogeca, che porterà invece il quadro europeo.
Lo sguardo si sposterà poi sulla dimensione regionale con gli interventi di Livia Lazzorotto e Giovanni Filiani, dirigenti della Regione Toscana. Alessandra Stefani, presidente del Cluster Italia Foresta Legno, approfondirà il ruolo del Cluster nello sviluppo della pioppicoltura, mentre Davide Pettenella, professore dell’Università di Padova, parlerà delle prospettive del mercato del legno di pioppo alla luce dei nuovi accordi commerciali e delle politiche legate alla bioeconomia.
Al centro del confronto ci saranno però anche i numeri e le potenzialità concrete del comparto. Oggi in Italia la pioppicoltura interessa circa 50 mila ettari, concentrati soprattutto nell’area padano-veneta, in Friuli ed Emilia. La selezione di cloni sempre più performanti e l’esperienza maturata dai produttori consentono di ottenere legno di qualità, ma la produzione nazionale non è ancora sufficiente a soddisfare il fabbisogno delle diverse filiere di trasformazione. Oltre il 50 per cento del materiale necessario viene infatti ancora importato, tra materia prima, semilavorati e pannelli finiti.
È proprio in questo divario tra domanda e produzione che si inserisce una delle principali questioni al centro del convegno: la possibilità di rafforzare la coltivazione italiana e costruire nuove filiere territoriali.
Una prospettiva che per la Toscana assume un interesse particolare. Un recente studio condotto dal CREA-Centro Foreste e Legno in collaborazione con il CNR ha infatti individuato, sulla base dell’attitudine pedoclimatica, circa 14 mila ettari ad elevata vocazione per la coltivazione del pioppo sul territorio regionale.
Ma accanto alla dimensione economica c’è quella ambientale. La pioppicoltura, infatti, può offrire diversi servizi ecosistemici, tra cui l’assorbimento e lo stoccaggio della CO₂, contribuendo alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Da qui anche l’auspicio che il Masaf riconosca la pioppicoltura, nell’ambito del regolamento volontario e delle linee guida sui crediti di carbonio, come attività in grado di generare crediti.
Alle 11.45 sarà quindi il momento della tavola rotonda, coordinata da Gianluca Cavicchioli, direttore di Confagricoltura Toscana. Al confronto prenderanno parte Enrico Allasia, presidente della Federazione Nazionale Risorse Boschive e Coltivazioni Legnose di Confagricoltura, Nicoletta Azzi, consigliere incaricato del Gruppo Compensati di Assopannelli, collegata da remoto, Giovanni Sordi di Ente Terre Regionali Toscane, Carlo Bartolini Baldelli, presidente di Confagricoltura Toscana, ed Emilio Gatto della Direzione Foreste del Masaf.
Le conclusioni, alle 13.30, saranno affidate a Leonardo Marras, assessore allo Sviluppo economico e all’Agricoltura della Regione Toscana. A seguire è prevista una degustazione dei prodotti tipici della Val d’Era, prima di concludere la giornata, alle 15.30, con la visita ai nuovi impianti di pioppicoltura dell’azienda “Le Serre” di Peccioli.
Proprio dalla terra, dunque, arriverà l’ultimo momento del convegno: dopo aver discusso di mercato, ricerca, politiche agricole e cambiamenti climatici, sarà possibile vedere concretamente come una nuova stagione della pioppicoltura possa prendere forma.
La sfida, per la Toscana, è quella di trasformare una potenzialità individuata dalla ricerca in una filiera reale, capace di creare valore per le aziende agricole e per il territorio e, allo stesso tempo, di rispondere alla crescente domanda di legno e alle esigenze di sostenibilità. Per farlo servirà mettere attorno allo stesso tavolo ricerca e istituzioni, mondo agricolo e industria, associazioni e territori. Un’alleanza che potrebbe rappresentare il primo passo per fare della pioppicoltura non soltanto una coltivazione da riscoprire, ma una nuova opportunità di sviluppo per l’agricoltura toscana.